Dal presidente Spirlì al procuratore Gratteri, il benvenuto ruvido a Gino Strada in Calabria

«Qua non abbiamo bisogno di missionari», dice Spirlì. «Serve un manager», sostiene Gratteri. Intanto anche Salvini prova a farsi largo tra le polemiche e propone il suo candidato che, interpellato, replica: «Non ne so niente»

Alla fine un accordo è arrivato. Gino Strada ieri sera, 17 novembre, ha fatto sapere di aver definito un accordo con la Protezione civile per cominciare con la sua Emergency il lavoro in Calabria al più presto, contro l’emergenza sanitaria del Coronavirus. «Inizieremo a lavorare a un progetto da far partire al più presto», ha detto. Ringrazio il governo per la stima che ha dimostrato per il lavoro di Emergency e le tante persone che ci hanno dato fiducia, offrendo da subito il loro sostegno», ha scritto sul suo canale Facebook. Solo poche ore prima, il governatore facente funzione Nino Spirlì tuonava ai microfoni de La Zanzara, su Radio 24: «Gino Strada? La sua nomina in Calabria non arriverà, dovranno passare sul mio corpo per fare le nomine. Qua non abbiamo bisogno di missionari».


Sembra quindi cominciare a definirsi in parte quello che è diventato il “caso” dell’ultima settimana. Solo in parte però, perché la Calabria non ha ancora un commissario alla Sanità, ruolo per il quale, prima Nicola Morra e poi il premier Giuseppe Conte hanno appoggiato la nomina proprio del fondatore di Emergency. In pochi giorni hanno rinunciato all’incarico prima prima Saverio Cotticelli, poi Giuseppe Zuccatelli e infine, nelle ultime ore, Eugenio Gaudio per «motivi personali» (sua moglie non sarebbe disponibile a trasferirsi in Calabria).

A difendere il nuovo ruolo di Strada è il ministro della Salute, Roberto Speranza: «ritengo che il contributo di Gino Strada sarà importante per la Calabria. Valuteremo con lui e la sua squadra quali saranno le modalità più opportune per svolgere questo impegno», ha detto a Carta Bianca su Rai 3. Grandi parole di supporto anche da parte del ministro Luigi Di Maio: «Si tratta di una persona che ci invidiano in tutto il mondo, che ha una grande storia, esperienza e reputazione e mi ha preoccupato vedere questo nome sulla graticola in questi giorni – ha commentato Di Maio -. Credo che quando si maneggia un patrimonio come Gino Strada, prima si decide e poi si fanno i nomi».

Il «no» di Gratteri su Strada come commissario

Oltre a Spirlì, nemmeno il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri si è detto favorevole, prima che il premier Giuseppe Conte chiarisse questa mattina sui principali quotidiani che il fondatore di Emergency non avrebbe fatto il commissario in Calabria. «Gino Strada non va bene per la Calabria. So le cose straordinarie che ha fatto in Africa, ma il problema in Calabria non sono gli ospedali da campo, ma le ruberie e l’acquisto dei materiali medici».

Per Gratteri la figura ideale sarebbe stata quella di un manager, non un medico. «E non c’è bisogno nemmeno di ospedali da campo come se fossimo in Afghanistan: in Calabria ci sono 18 ospedali chiusi, meglio riaprire quelli. Come commissario, andrebbe bene un calabrese emigrato per fame, che ha fatto i concorsi al nord perché non ha voluto fare i concorsi deviati dalle mafie al sud, un professore universitario. Avrei un nome ma non lo dico», ha detto a Otto e mezzo su La7.

Salvini e il candidato “a sua insaputa”

Nel tam tam generale di polemiche e nomine che saltano, anche Salvini ha voluto dire la sua, lanciando un endorsement. Durante una delle consuete dirette Facebook, ha parlato di Pellegrino Mancini – direttore del centro regionale Trapianti Grande ospedale metropolitano “Bianchi-Melacrino-Morelli” di Reggio Calabria. E su di lui l’ex ministro dell’Interno ha puntato tutto, menzionandolo come perfetto commissario alla Sanità calabrese.

Peccato che Mancini non ne sapesse nulla, tanto che ad Adnkronos ha raccontato: «Non ne sapevo niente fino a pochi minuti fa, davvero, quando mi ha chiamato un amico, dicendomi di questa cosa e chiedendomi il curriculum. Non so davvero perché sia uscito il mio nome, io sono un tecnico, non ho mai fatto politica, cerco di risolvere i problemi delle persone».

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