Coronavirus, screening di massa in Alto Adige: si va verso i 350 mila tamponi in tre giorni. L’1% è positivo

Coinvolti finora 269 mila cittadini: l’obiettivo è arrivare al 70% della popolazione. Così è stato possibile individuare gli asintomatici «che, a loro insaputa, avrebbero potuto trasmettere il virus»

Grande afflusso allo screening di massa in Alto Adige. «Se l’andamento continuare, questa sera supereremo il nostro obiettivo di 350 mila test», che corrisponde al 70% della popolazione altoatesina, ha fatto sapere il direttore generale dell’Azienda sanitaria Florian Zerzer. Al momento, la percentuale dei positivi al Covid è dell’1 per cento. Ieri sera era all’1,3 per cento ma oggi è scesa ancora a fronte di 269.901 cittadini sottoposti al tampone rapido.


«Siamo molto soddisfatti per la grande partecipazione allo screening di massa, che va oltre alle nostre aspettative. Si tratta di un grande segno di senso civico, di assunzione di responsabilità da parte dei cittadini, come anche di una espressione della volontà di assumere un ruolo attivo nella lotta contro la pandemia», ha detto all’Ansa il governatore altoatesino Arno Kompatscher. «L’1 per cento – ha aggiunto – può sembrare un dato basso, però è in linea con i risultati della Slovacchia e di altre regioni che hanno fatto uno screening di questo tipo».

I tamponi a tappeto, che sono stati effettuati in 116 comuni e che proseguiranno per tutta la giornata fino alle 18, hanno rilevato 2.626 contagiati. L’obiettivo è di arrivare a 350 mila test. In questo modo – ha aggiunto Kompatscher – è stato possibile trovare gli asintomatici «che, a loro insaputa, avrebbero potuto trasmettere il virus». «Se non li avessimo individuati, avremmo rischiato 95.000 contagi nel giro di poco», ha detto il governatore altoatesino.

Le autorità locali stanno già pensando a ulteriori approfondimenti. «Ci saranno screening su determinate categorie di persone, oppure, se necessario, in determinati Comuni» ha precisato il governatore, soddisfatto della riuscita di questa operazione. L’unico problema registrato sono state le code lunghissime a Bolzano per sottoporsi ai test.

Foto in copertina di repertorio: ANSA/CESARE ABBATE

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