Il cashback di Natale non funziona dopo tre giorni. È riuscito a far peggio del bonus bici

di Fabio Giuffrida

L’errore è sempre lo stesso: impossibile caricare le carte e, dunque, sperare nel rimborso del 10% sugli acquisti di Natale. Per questo il governo sta già pensando a una proroga (ma non sarà semplice)

«Si è verificato un errore temporaneo nel salvataggio di questa carta, riprova». Questo è l’errore che compare inserendo il codice di una carta di debito sull’app Io per aderire al cashback di Natale. Un rimborso massimo di 150 euro – ovvero il 10% della spesa massima consentita, pari a 1.500 euro – per gli acquisti effettuati fino al 31 dicembre 2020 che, di fatto, stenta a decollare. Sono tantissimi i cittadini che continuano a segnalare malfunzionamenti: da giorni in migliaia tentano, invano, di registrarsi sulla piattaforma. Il risultato è che il cashback, almeno fino ad ora, resta un sogno per molti. Anche noi di Open abbiamo provato, stamattina, senza successo. L’app Io continua restituirci errori su errori. Impossibile inserire i numeri delle nostre carte.


OPEN | L’errore sull’app IO

Il cashback di Natale potrebbe slittare al 6 gennaio

Comprensibile l’errore nella giornata del debutto, l’8 dicembre, a causa dei numerosi accessi; incomprensibile invece a distanza di tre giorni. Nemmeno il bonus bici (che, intanto, ha finalmente rimborsato tutti gli utenti, ndr) è riuscito a fare peggio. PagoPa, che gestisce l’infrastruttura, non deve aver fatto una bella figura né col governo né con gli utenti. Di contro, si è già scusata per i disservizi. E c’è una buona notizia: il cashback di Natale potrebbe essere esteso fino alla Befana. Anziché terminare il 31 dicembre, potrebbe slittare al 6 gennaio 2021 proprio a causa dei disservizi registrati. Ma non sarà semplice: bisognerà trovare il modo di inserire la norma in un eventuale decreto Milleproroghe, senza dimenticare poi che l’1 gennaio dovrebbe cominciare la prima fase del cashback, dalla durata di sei mesi.

Le complicazioni

E poi ci sono tanti ma. Il primo: per aderire al programma serve lo Spid, la carta d’identità elettronica «abbinata al Pin che hai ricevuto al momento del rilascio della nuova carta» o app di pagamento specifiche. Un sistema non proprio semplicissimo per chi non ha dimestichezza con le nuove tecnologie. Per beneficiare del 10% di rimborso, poi, saranno necessarie almeno 10 transazioni con carte di credito o debito. Esclusi gli acquisti online. Stando così le cose (visto che al momento è impossibile per molti caricare le proprie carte sul sistema, ndr), significa che bisognerebbe effettuare 10 transazioni in 20 giorni.

E per raggiungere i 150 euro (di cashback, appunto) bisognerebbe spendere 1.500 euro in 20 giorni. Ai fini del rimborso, poi, saranno conteggiati «gli acquisti effettuati a partire dalle ore 00:01 del giorno successivo all’attivazione dei propri metodi di pagamento». E non è finita qui. «Prima di eseguire un pagamento verifica sempre con l’esercente se il suo sistema di incasso consente la partecipazione al cashback», si legge sul sito dell’app Io. In altre parole, non tutti partecipano all’iniziativa, non tutti sono preparati.

2,8 milioni di cittadini iscritti al cashback

I numeri (aggiornati alle 17 di ieri) parlano comunque di un successo: in due giorni 2,8 milioni di cittadini iscritti al cashback, 3,2 milioni gli strumenti di pagamento attivati su IO e altri canali. «È possibile riscontrare ancora alcune difficoltà quando si aggiungono strumenti di pagamento, poiché è in fase di smaltimento la coda accumulata negli ultimi giorni», spiegano dall’app IO. Intanto i più “fortunati”, quelli che sono riusciti a registrare le proprie carte, segnalano che sull’app Io «non vedono ancora le transazioni».

Altri, invece, parlano di strani messaggi di errore.

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Fabio Giuffrida