Arriva un cashback di Natale da 150 euro. Ecco cos’è e come ottenere il rimborso

Il meccanismo studiato dal governo prevede di recuperare un decimo delle spese per almeno 10 acquisti fatti in negozio, ma solo con pagamenti elettronici ed escludendo i regali di natale comprati online

Il piano del governo per l’introduzione di un cashback di Natale rischia di partire in ritardo, essendo previsto per i primi giorni di dicembre. La prima data utile potrebbe essere l’8 dicembre, giorno ancora da confermare secondo la Repubblica sulla base dell’andamento della pandemia di Coronavirus. Gli ultimi dati porterebbero maggiore fiducia nell’esecutivo per spingere su maggiori aperture con il nuovo Dpcm, a cominciare dai negozi fisici che proprio dal cashback natalizio potrebbero ricevere una spinta ai consumi.


Come funziona il cashback di Natale

Come anticipato dalle bozze di regolamento del Mef, il meccanismo prevede un rimborso del 10% fino a 150 euro per spese a dicembre per almeno 10 acquisti. I rimborsi arriveranno direttamente via bonifico sul conto corrente. Esclusi gli acquisti online, rientrano solo i pagamenti effettuati fisicamente con carte di credito, bancomat, prepagate e app di pagamento come Satispay o Apple pay.

Il cashback per il 2021

Secondo le prime informazioni, il meccanismo – pensato per diminuire l’evasione fiscale – non dovrebbe applicarsi agli acquisti online, ma solo a quelli effettuati di persona in negozio. Si tratterà di 150 euro aggiuntivi rispetto a quanto già previsto dal piano cashback in partenza nei prossimi giorni: in totale chi usa i metodi di pagamento elettronici potrà ottenere fino a un massimo di 3.450 euro nel prossimo anno sommando i vari rimborsi (extra cashback, 300 euro di cashback e 3.000 euro di super cashback). 

Le condizioni per il rimborso

Potranno ottenere il rimborso solo i maggiorenni residenti in Italia. Per avere accesso al cashback si dovranno utilizzare le carte solo per acquisti non legati ad attività professionali o di imprese e iscriversi sull’app «Io» della pubblica amministrazione o su altri sistemi messi a disposizione dagli operatori convenzionati con PagoPa. Sarà richiesta la comunicazione del codice fiscale, degli estremi di una o più carte di credito e del codice Iban, per l’accredito sul conto corrente dei rimborsi. 

Leggi anche: