Nuovo Dpcm di Natale, verso regole Ue per le piste da sci. Dubbi sui viaggi tra regioni (anche gialle)

Il 2 dicembre arriveranno le linee guida della Commissione Ue con le indicazioni sugli spostamenti tra Paesi membri e le regole per le vacanze natalizie. Il premier Conte cerca un accordo con Merkel e Macron, ma sugli spostamenti tra regioni il nodo nel governo è ancora da scogliere

A portare un po’ di chiarezza su come saranno regolate le vacanze di Natale e di fine anno saranno le linee guida europee che da Bruxelles dovrebbero arrivare il 2 dicembre. Si lavora a regole condivise, scrive Il Messaggero, innanzitutto sugli spostamenti tra i Paesi membri in base al proprio livello di rischio, per arrivare agli impianti da sci, nuovo fronte di tensione per il governo italiano con i governatori delle regioni pressato dal grido d’allarme dei gestori delle piste.


È in arrivo un protocollo europeo?

Il premier Giuseppe Conte ha anticipato la strategia ieri sera a Otto e mezzo su La7, confermando che è in corso un confronto «con Merkel e Macron per un protocollo europeo». L’obiettivo è evitare innanzitutto la leggerezza di Ferragosto, quando la gestione delle vacanze è stata lasciata un po’ alla sensibilità individuale al rispetto delle regole sui contagi di Coronavirus, senza dimenticare il ritardo con cui si sono chiuse le discoteche dopo le controverse riaperture decise dalle singole regioni.

Con le regole per le vacanze sulla neve è atteso anche il nuovo Dpcm in vista di Natale, con l’ultimo provvedimento del 3 novembre in scadenza il 4 dicembre. Il nodo da sciogliere è quello degli spostamenti tra regioni, con l’indirizzo anticipato da Conte innanzitutto sulle: «limitazioni alle occasioni di socialità generale, sarà un Natale diviso. Ci saranno occasioni, per quanto riguarda lo shopping». Per chi invece dovrà mettersi in viaggio per raggiungere la famiglia per le festività natalizie, la speranza è tutta legata all’andamento epidemiologico: «Se continuiamo così – ha aggiunto Conte – a fine mese non avremo più zone rosse». Prevedendo quindi: «misure ad hoc per il periodo natalizio».

I ricongiungimenti famigliari

Le ultime anticipazioni, riportate dal Corriere della Sera, confermano l’intenzione del governo di introdurre il «ricongiungimento famigliare» tra i motivi validi per gli spostamenti. Il punto da chiarire però sarà se gli spostamenti saranno consentiti solo tra zone a più basso rischio, quindi gialle, come già avviene oggi o come invece sembra emergere anche tra zone rosse e arancioni. La deroga, comunque, riguarderà solo parentele strette, con un’interpretazione più rigida del concetto di congiunti: via libera quindi per ritrovare genitori, figli e fratelli, oltre che partner anche se non conviventi.

Una terza via potrebbe essere quella di una «zona gialla rafforzata», come indica la Repubblica, con un Dpcm che potrebbe arrivare in anticipo già il 2 dicembre. L’ipotesi è che i negozi possano aprire anche in zona arancione con orari prolungati, mentre per i ristoranti resterebbe in vigore l’obbligo di chiusura alle 18, scongiurando la possibilità di cene fuori. Sugli spostamenti tra regioni, potrebbe anche prevalere l’ala rigorista nel governo che teme i tradizionali grandi flussi da Nord verso Sud sotto le feste. Non è del tutto escluso quindi che i viaggi potrebbero essere limitati il più possibile anche tra zone gialle, considerando i dati ancora preoccupanti soprattutto nelle regioni meridionali.

A cena al massimo in otto

Sempre più probabile sarà trovare limiti nelle raccomandazioni del prossimo Dpcm per quanto riguarda pranzi e cene durante le feste natalizie. Al momento il tetto massimo è fissato a sei a tavola, con i soli parenti stretti, ma si potrebbe arrivare a otto purché la stanza sia abbastanza ampia da garantire le distanze di sicurezza. Misure che puntano ad agevolare le tradizionali cene natalizie che si accompagnano all’ipotesi del coprifuoco fissato almeno alle 23, anziché le attuali 22. Sempre più probabile la possibilità di circolare a mezzanotte la sera di Natale.

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