Putin su Navalny: «Che bisogno c’era di avvelenarlo? Se avessimo voluto, avremmo portato il lavoro a termine» – Il video

di Redazione

Nella tradizionale conferenza stampa di fine anno il presidente russo ha derubricato così il tentato omicidio del suo oppositore politico, accusandolo di essere legato all’intelligence degli Stati Uniti

Il presidente russo Vladimir Putin, nel corso della tradizionale conferenza stampa di fine anno alla presenza di oltre 700 giornalisti accreditati, ha risposto a una domanda sull’avvelenamento dell’attivista Alexei Navalny e sul perché in Russia non sia ancora partita alcuna inchiesta per fare luce sulla vicenda. Putin ha ammesso che i Servizi segreti seguivano Navalny, perché l’oppositore sarebbe stato a sua volta supportato dall’intelligence degli Stati Uniti. Ma poi ha aggiunto: «Questo non significa che ci fosse bisogno di avvelenarlo, è curioso. Se i Servizi segreti avessero voluto farlo, probabilmente, avrebbero portato il lavoro a termine».



Quanto al perché non sia ancora partita un’inchiesta, Putin ha detto che «non si tratta di un’inchiesta, ma di un tentativo di legittimare materiale informativo prodotto dai Servizi segreti degli Stati Uniti». Prima che iniziasse la conferenza stampa, Navalny aveva scritto un post sul suo blog chiedendosi se Putin avrebbe parlato oppure no del «tentativo di omicidio organizzato contro di me per ordine suo». E aveva spiegato: «Io e i miei avvocati abbiamo presentato due denunce al Comitato investigativo, tre al ministero dell’Interno e una all’Fsb (i Servizi segreti russi, ndr) con la richiesta di avviare un procedimento penale per tentato omicidio, danni gravi alla mia salute e uso di armi chimiche. Abbiamo ricevuto una risposta negativa da tutte le parti. Tutti i dinieghi sono stati oggetto di appello in Tribunale, ma anche lì abbiamo ricevuto una risposta negativa».

Video: Rossija 24 e Russia Today

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