Recovery e impatto di genere, 36 deputate scrivono al premier Conte: «Sia rispettata la parità nel Piano di ripresa e resilienza»

Alla parità di genere sarebbero riservati «appena 4,2 miliardi di euro pari al 2% dei fondi spettanti all’Italia»

Chiedono un incontro il prima possibile le 36 deputate che hanno scritto e firmato una lettera indirizzata al premier Conte in cui, in un’ottica di «imprescindibile» uguaglianza tra uomini e donne, chiedono che sia soddisfatta la parità di genere nel Piano di ripresa e resilienza del Recovery Fund. In linea con le indicazioni del Parlamento europeo, le deputate chiedono di «tener conto della prospettiva di genere in tutte le attività e in tutte le politiche legate all’emissione dei fondi del Next Generation EU, dall’elaborazione di misure e normative ai capitoli di spesa». La lettera – firmata da Boldrini, Serracchiani, Muroni, Spadoni, Madia e altre deputate di diversi gruppi – esprime forte preoccupazione sulla suddivisione delle risorse circolata finora.


Alla parità di genere, si riporta nella lettera, «sarebbero riservati appena 4,2 miliardi di euro pari al 2% dei fondi spettanti all’Italia». «Una quota irrilevante – è il commento delle deputate – se non accompagnata da garanzie sull’introduzione di quegli obblighi in materia di integrazione della dimensione di genere e di impatto di genere auspicati dal Parlamento europeo». Le parlamentari sottolineano soprattutto come il Recovery Plan sia un’opportunità da non perdere per risolvere l’annosa questione della disuguaglianza di genere, che colpisce – pesantemente e ben più di altri – il nostro paese.

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