L’ex combattente delle Ypj curde Eddi Marcucci resta sorvegliata speciale. «È una sentenza ideologica»

di Redazione

Nel 2014 l’attivista 29enne era partita per andare a combattere l’Isis in Siria al fianco dei miliziani e delle miliziane curdi. Al suo ritorno è stata sottoposta a un regime di sorveglianza speciale

Niente da fare per Maria Edgarda Marcucci, nome di battaglia Eddi. La corte di Appello di Torino ha confermato la sorveglianza speciale di due anni all’attivista 29enne del centro sociale torinese Askatasuna, militante No Tav nonché ex combattente dell’unità curda delle Ypj. Nel 2014 Eddi era partita da Torino per andare a combattere l’Isis in Siria al fianco dei miliziani curdi del Rojava. Secondo l’accusa per questo sarebbe potenzialmente pericolosa, avendo appreso in quegli anni tecniche militari. Una volta tornata in Italia Eddi, che aveva cominciato la sua militanza con il movimento No-Tav, non ha abbandonato la via dell’attivismo. Il 25 novembre 2019, in occasione di una convention internazionale per l’industria aerospaziale e della difesa, aveva occupato in protesta insieme ad altri attivisti l’ufficio del segretario generale della Camera di commercio di Torino: un fatto che le era costata una denuncia.


I comitati torinesi protestano: «Criminalizzazione indecente»

«La procura aveva affermato il 12 novembre che l’attivismo politico di Eddi è inseparabile dalla sua partecipazione siriana. Questo è vero: non si ha una “Eddi” senza l’altra», scrivono su Facebook i Comitati torinesi in sostegno all’Amministrazione autonoma della Siria del nord-est, che lamentano ciò che definiscono «la criminalizzazione indecente di attività nobili e pacifiche svolte in Italia». «Eddi è un’internazionalista e una femminista e per questo è partita per la Siria, cosa che non hanno fatto altri. Ma proprio questo è ciò che il tribunale di Torino non può accettare», si legge nel comunicato. Nel frattempo Eddi dovrà continuare a vivere nel regime di sorveglianza speciale che da marzo la obbliga a rispettare un coprifuoco speciale, indipendentemente dalle misure anti-Coronavirus, con divieto di uscire di casa dalle 21 alle 7 ed obbligo di dimora a Torino.


Foto di copertina: Facebook

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