Vaccino anti-Covid, molti scettici tra gli operatori sanitari delle Rsa. Record di contrari in Piemonte e Lazio

di Fabio Giuffrida

Le vittime “preferite” dal Covid? Gli anziani. Nonostante questo, secondo un’inchiesta di Repubblica, si registra un’alta percentuale di operatori nelle Rsa che non intende affatto vaccinarsi. Un caso record in Piemonte dove su 50 dipendenti, 48 dicono «no»

La strage silenziosa nelle Rsa italiane con un numero troppo alto di anziani deceduti per Covid non è stata sufficiente a convincere gli operatori sanitari (medici esclusi) delle residenze per anziani a dire «sì» – senza indugio – ai vaccini. Secondo la Repubblica – ed è questo il dato allarmante – in certi casi l’adesione volontaria del personale delle Rsa disposto a sottoporsi a vaccino ha sfiorato appena il 10 per cento. Numeri che fanno riflettere e che nella prima giornata di campagna di vaccinazione cominciano a preoccupare seriamente.


Cosa sta succedendo nel Lazio

Nelle Rsa del Lazio lavorano 25 mila persone tra infermieri, tecnici e amministrativi. Nonostante le strutture abbiano invitato, via mail, i propri dipendenti ad aderire alla vaccinazione, in pochi hanno dato la propria adesione. In alcune strutture si parla addirittura del 10 per cento di «sì». Ed ecco che alcuni datori di lavoro stanno passando al contrattacco annunciando che, nel caso di contagi all’interno delle Rsa, con blocco di ricoveri e chiusura della struttura, il personale che si è rifiutato di vaccinarsi verrà ritenuto responsabile dell’infezione. Anche perché le visite ai parenti continuano a essere vietate con gli anziani che restano soli ed esposti a questo pericolo. Intanto il 30 dicembre è prevista una riunione tra i sindacati delle strutture private, Aiop (datori ambito laico) e Aris (datori ambito religioso) con l’assessore regionale alla Sanità del Lazio Alessio D’Amato per fare il punto della situazione.

La situazione in Piemonte

Va male anche in Piemonte dove, secondo l’associazione nazionale Anaste – che ha realizzato un sondaggio su 1.000 dipendenti su 3.800 – il 70 per cento ha dichiarato di essere contrario al vaccino. «La metà è vicino alle posizioni dei No-vax», racconta Michele Assandri, presidente di Anaste Piemonte. Per il consorzio Obiettivo sociale «ci sono situazioni migliori, dove non si supera mai il 50 per cento, e altre dove 8 su 10 non ne vogliono sapere. Abbiamo un caso dove, su 50 dipendenti, 48 ci hanno comunicato di essere contrari», dice il presidente Paolo Spolaore. Va meglio, invece, in Toscana dove, secondo l’Anaste, hanno aderito aderito 8.700 operatori su 11 mila.

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Fabio Giuffrida