La provocazione di Burioni: possibile un milione di vaccini a settimana, «si fece nel ’73 a Napoli per il colera»

di Redazione

Il virologo, su Twitter, ha proposto un parallelismo tra Covid e l’epidemia che flagellò il capoluogo Campano 50 anni fa per strigliare la politica: «Non dite che non si può fare, perché è una bugia»

Mentre il suo ospedale, il San Raffaele, ha inaugurato da poche ore la campagna vaccinale con la somministrazione di una dose al rettore Enrico Gherlone, il virologo Roberto Burioni lancia una provocazione sui ritardi nelle inoculazioni dei farmaci biologici. Cita l’articolo della rivista First online, Vaccinazioni di massa, ai tempi del colera Napoli fu un modello, per proporre un parallelismo tra il 1973 e il 2021, periodi storici in cui l’avanzare di diverse epidemie hanno reso necessaria la somministrazione rapida e di massa dei vaccini.



«Nel 1973, a seguito di un’epidemia di colera, nella sola Napoli, in una settimana, furono vaccinati un milione di pazienti. Un milione in una settimana nel 1973 in una sola città. Non dite che non si può fare, perché è una bugia», ha scritto, su Twitter, Burioni, a proposito dei vaccini anti Coronavirus. E ha concluso il testo con un perentorio: «Nessun ritardo». È certo che il messaggio si palesa come una provocazione, trattandosi di due vaccinazioni completamente diverse, a partire dal metodo di conservazione delle dosi del farmaco: quello della Pfizer, ad esempio, deve essere conservato a -70 gradi. Ma è altrettanto vero che al momento non tutte le dosi di vaccino consegnate sono state utilizzate e in arrivo ce ne sono altre.

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