Vaccino Moderna, arriva anche il via libera dell’Aifa: potrebbe proteggere fino a due anni

di Fabio Giuffrida

«Lo scenario da incubo, descritto dai media in primavera, sul rischio che i vaccini durassero solo un mese è escluso», ha dichiarato Stéphane Bancel, amministratore delegato di Moderna

Dopo quello dell’Ema, è arrivato anche il via libera dell’Aifa (l’agenzia italiana del farmaco) al vaccino anti-Covid di Moderna. Questo significa che l’azienda americana ha ottenuto l’autorizzazione all’immissione in commercio e all’utilizzo del vaccino nell’ambito del servizio sanitario nazionale del nostro Paese. È il secondo via libera dopo quello concesso a Pfizer-BionTech, ovvero il primo vaccino arrivato in Italia e nel resto d’Europa lo scorso 27 dicembre. Soddisfatto il ministro della Salute Roberto Speranza che, su Facebook, ha scritto: «Da oggi abbiamo uno strumento in più per la nostra campagna di vaccinazione su cui stiamo investendo ogni energia».


Potrebbe proteggere fino a 2 anni

L’altra buona notizia è che il vaccino Moderna dovrebbe proteggere contro il Covid fino a due anni. Ad annunciarlo è l’amministratore delegato dell’azienda precisando, però, che serviranno altri dati per una valutazione più precisa sulla durata degli effetti del vaccino. Sarebbe una svolta. «Lo scenario da incubo, descritto dai media in primavera, sul rischio che i vaccini durassero solo un mese è escluso», ha dichiarato Stéphane Bancel, amministratore delegato di Moderna, secondo quanto riporta il Guardian. «Il decadimento degli anticorpi generati dal vaccino ha un andamento molto lento e quindi riteniamo che la protezione possa durare un paio d’anni», ha concluso.

326 mila vaccinati in Italia

Allo stato attuale in Italia sono state somministrate 326.649 dosi di vaccino Pfizer (dati aggiornati al 7 gennaio, ore 14.04). Le regioni più virtuose sono Veneto, Toscana e Lazio. 199.048 le donne vaccinate contro i 127.601 uomini. Record di vaccini nel Lazio (41.242); all’ultimo posto della classifica, invece, si piazza la Calabria con il 15,7 per cento di dosi somministrate sul totale di quelle ricevute.

Foto in copertina: ANSA/EDUARDO MUNOZ

Leggi anche:

Fabio Giuffrida