Conte firma il nuovo Dpcm. Tutti i divieti dal 16 gennaio: stop all’asporto per i bar dopo le 18 e agli spostamenti fuori regione. Riaprono i musei e (in parte) le scuole

Il nuovo Dpcm, che sostituirà quello del 3 dicembre, prevede nuove strette sull’asporto, modifiche alle norme sugli spostamenti e la riapertura dei musei

Oggi è arrivata anche la firma di Giuseppe Conte. Il presidente del Consiglio ha approvato il Dpcm che stabilisce le nuove restrizioni anti Coronavirus in vigore da domani 16 gennaio. Oggi la Cabina di regia analizzerà i dati del monitoraggio settimanale, stabilendo chi da domenica 17 dovrà cambiare colore. La previsione è quella di avere la maggior parte delle Regioni in zona arancione, con Lombardia e Sicilia che, a partire da domenica 17 gennaio, potrebbero inaugurare la prima zona rossa del 2021.


Il nuovo Dpcm, invece, sarà valido a partire da domani, 16 gennaio, e non prevede passi indietro sulle misure già in vigore. Resta confermato il coprifuoco dalle 22 alle 5, e resta la didattica a distanza al 50% per le superiori. Alcune misure verranno inasprite, come quelle sugli spostamenti tra regioni, come già stabilito dal decreto sul Covid approvato mercoledì 13 gennaio. «La situazione non può essere sottovalutata», ha detto ieri il ministro della Salute Roberto Speranza. «Lavoriamo insieme tempestivamente ad anticipare le restrizioni per evitare una nuova, forte ondata».


Il testo del nuovo Dpcm

Rischi per le regioni

Come stabilito dal decreto, se una Regione presenta un indice Rt a livello 1, o se riscontra un’incidenza di 50 casi ogni 100 mila abitanti, si va automaticamente in zona arancione. Se invece l’Rt è uguale o superiore a 1,2, va in rossa. Gli esperti hanno già evidenziato come in questa settimana tutti gli indicatori siano peggiorati. Con le modifiche introdotte dal decreto, solo 6 regioni rimarrebbero gialle: Abruzzo, Basilicata, Campania, Sardegna, Toscana e Valle d’Aosta. Tutte le altre, invece, rischiano l’arancione, con la Lombardia e la Sicilia molto probabilmente in zona rossa.

La zona bianca

Il decreto ha introdotto la zona bianca, in cui le uniche restrizioni sono quelle sperimentate in estate, cioè il distanziamento e l’uso della mascherina. I parametri per entrarci, però, sono molto rigidi: presentare un rischio basso e avere 3 settimane consecutive di incidenza di 50 casi ogni 100 mila abitanti. Un traguardo lontano mesi per molti territori.

Zona gialla: divieto di spostamento fino al 15 febbraio

Il decreto di gennaio ha stabilito anche il divieto di spostamento tra le regioni, comprese quelle gialle, che resterà in vigore fino al 15 febbraio (e non più, come inizialmente previsto, fino al 5 marzo).

Zona rossa: sì alle visite ai parenti e agli amici

Nella bocca del Dpcm sembrerebbe esserci l’ok agli spostamenti nel comune anche se è in zona rossa. Anche nel rischio alto, quindi, sarà concesso andare a trovare o ricevere parenti e amici, per un massimo di due ospiti alla volta. «Lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata – si legge nella bozza – è consentito nell’ambito del territorio comunale, una volta al giorno, in un arco temporale compreso tra le 5 e le 22 e nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di 14 anni sui quali tali persone esercitino la potestà genitoriale».

Zona arancione: ok agli spostamenti tra piccoli comuni

Resta valida la possibilità di spostarsi nelle Regioni arancioni dai comuni con una popolazione non superiore ai 5 mila abitanti, per una distanza non superiore ai 30 km e mai verso i capoluoghi di provincia.

Scuola

Da lunedì 18 gennaio riapriranno le scuole superiori, con una didattica in presenza «almeno al 50% e fino a un massimo dl 75%». Lunedì tornano quindi Lazio, Lombardia, Piemonte, Liguria, Molise e Puglia. A patto che non vengano messe in zona rossa: in quel caso si torna alla Dad al 100%.

Bar e ristoranti

Per i bar e le attività commerciali che vendono bevande e alcolici, come anche per le enoteche, scatta il divieto di vendita da asporto a partire dalle 18. Il provvedimento è stato fortemente criticato dalle Regioni, che per bocca del presidente della Conferenza Stefano Bonaccini, hanno commentato che «non porta vantaggi significativi sul piano della prevenzione e rischia di rappresentare un ulteriore fattore negativo di tensione sociale ed economica sui territori». Le Regioni avevano chiesto che l’asporto venisse vietato solo per le bevande alcoliche, ma per ora non sembra che la richiesta sia stata accolta.

Musei

Confermata l’apertura dei musei, chiusi ormai da novembre, ma solo nelle regioni gialle e solo nei giorni feriali. «Si tratta di un servizio ai residenti – ha sottolineato il ministro dei Beni culturali e del Turismo Dario Franceschini – è un primo passo, un segnale di riapertura” per il futuro».

Impianti sciistici

Gli impianti sciistici non riapriranno almeno fino al 15 febbraio. Alcuni presidenti hanno chiesto che almeno, nelle zone gialle, sia consentita l’attività ai soli residenti. Ma al momento la richiesta non è stata accolta.

Palestre e piscine

Restano chiuse anche palestre e piscine – anche se si continua a lavorare per consentire almeno la ripresa degli sport individuali nelle zone gialle – così come cinema e teatri.

Immagine di copertina: ANSA/MOURAD BALTI TOUATI

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