Sei una donna? Hai meno punti in graduatoria. Il caso del concorso in Puglia per diventare medico di famiglia

di Fabio Giuffrida

«Un funzionario mi ha detto che riconoscerci quel punteggio sarebbe stato discriminatorio nei confronti dei colleghi uomini che, per fare punti, devono andare a lavoro», racconta una delle dottoresse (che, insieme ad altri 330 dottori, ha firmato una lettera aperta)

In Puglia alcune giovani donne medico non vedranno riconoscersi il punteggio relativo agli anni in cui, pur avendo un regolare contratto di sostituzione di un medico di famiglia, si sono astenute dal lavoro per gravidanza a rischio. Le dottoresse hanno provato, invano, a spiegare la questione agli uffici della Regione, come spiegano al quotidiano la Repubblica.


«Un funzionario mi ha detto che riconoscerci quel punteggio sarebbe stato discriminatorio nei confronti dei colleghi uomini che, per fare punti, devono andare a lavoro. Ma non è agghiacciante?», si chiede Magda Logrieco, una delle professioniste che adesso verrà penalizzata nella graduatoria per ottenere la convenzione con il sistema sanitario regionale per l’incarico di medico di medicina generale. «Questa è una discriminazione evidente, quasi una punizione per chi ha avuto una gestazione più complicata», aggiunge Giulia Zonno. Anche lei ha firmato la lettera aperta, sottoscritta da 330 medici pugliesi per denunciare questo caso, unico in Italia.

La reazione

Duro il commento di Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri e presidente dell’Ordine dei medici di Bari, che ha scritto anche al ministro della Salute Roberto Speranza: «Questo comportamento fa apparire la gravidanza come un ostacolo all’esercizio della professione medica, circostanza oltremodo incomprensibile e suicida nel periodo di pandemia che stiamo attraversando».

Foto in copertina: Pixabay

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