Morta dopo una sfida su TikTok, si indaga per istigazione al suicidio. I pm cercano risposte nel cellulare della bambina

Era in diretta con altri utenti? Voleva emulare la challenge fatta da alcuni amici? La procura tenta di ricostruire gli istanti precedenti alla tragedia. Domani l’autopsia

«Vado a fare la doccia». Queste le ultime parole di Antonella, 10 anni di Palermo, che la sera di mercoledì, 20 gennaio, è stata trovata, in bagno, priva di sensi, dopo essersi stretta al collo la cintura dell’accappatoio, attaccata a un termosifone. Accanto a lei lo smartphone. Una fine atroce, una scena orribile a cui hanno assistito i suoi genitori che non hanno potuto far altro che portarla di corsa in ospedale dove è stata ricoverata in terapia intensiva. Per lei, però, non c’era più niente da fare: al “Di Cristina” di Palermo è arrivata in arresto cardiocircolatorio a causa della prolungata asfissia.


Ok alla donazione degli organi

I genitori – papà muratore e mamma casalinga – hanno trovato la forza di dare il via libera alla donazione degli organi della loro piccola. Il cuore e i polmoni sono inutilizzabili mentre fegato, pancreas e reni, se risulteranno idonei, saranno destinati a pazienti in attesa di trapianto a Roma e Milano. Antonella, quindi, salverà la vita ad altri tre bambini. «Per anni ti abbiamo tenuto per mano, ora ti terremo nel cuore», si legge su uno striscione appeso al balcone dell’istituto comprensivo statale Perez Calcutta a Palermo frequentato dalla bambina.

Domani l’autopsia

Antonella era una bambina, come tante, affascinata dai social e soprattutto da Tik Tok. Da lì, forse, è cominciato tutto. La piccola, infatti, usava il social per condividere balletti, per divertirsi, insomma per svagarsi un po’. Poi, però, stando a una prima ricostruzione, sarebbe incappata nella sfida dell’asfissia, nella cosiddetta «blackout challenge» che consiste nel restare senza respiro il più possibile. E così avrebbe provato a farlo anche lei. Un gioco che le è costato la vita. Così almeno dicono le prime ricostruzioni. Domani, 23 gennaio, si svolgerà l’autopsia sul suo corpo: gli inquirenti vogliono vederci chiaro. Anche se l’ipotesi più accreditata resta quella del suicidio legato alla sfida social, nulla può essere lasciato al caso.

Le domande dei pm

Cosa è accaduto, ad esempio, nei momenti precedenti al gioco mortale? Antonella stava “sfidando” qualcuno? Era in diretta con qualche utente o voleva emulare la challenge fatta da amici? Aveva già registrato qualcosa? E – dubbio ancora più rilevante – aveva visto video in cui gli utenti utilizzavano cinture per partecipare alla sfida social? Su tutto questo la Procura vuole fare luce, una volta per tutte. L’ipotesi di reato è istigazione al suicidio, al momento contro ignoti. A chiarire meglio la dinamica dei fatti sarà l’analisi del suo cellulare.

La difesa di Tik Tok

Tik Tok si è difesa sostenendo che «non è stata riscontrata alcuna evidenza di contenuti che possano avere incoraggiato alla “blackout challenge”». Come verificato ieri da Open, sotto l’hashtag #blackoutchallenge non risultano in effetti esserci video simili, almeno tra quelli più popolari. Il numero complessivo di risultati supera i 21 milioni.

Foto in copertina: Pixabay

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