Il punto dell’Iss, Locatelli: «Vaccini? Secondi in Ue nonostante i tagli. Con le riduzioni AstraZeneca rimodulare la campagna»

Migliora la situazione dell’Rt in tutta Italia, dopo 5 settimane consecutive di crescita

«La sfida contro il virus è ancora dura. Ma questa settimana, in Italia, abbiamo nuovamente indice Rt sotto 1». Il ministro della Salute Roberto Speranza ha anticipato così i contenuti della conferenza stampa dell’Iss in corso stamattina, 23 gennaio. Quanto riscontrato dalla Cabina di regia, che monitora l’andamento settimanale dell’epidemia da Covid nelle Regioni sulla base dei dati da loro inviati, è «un risultato incoraggiante che ci dice che le misure prese durante le vacanze di Natale hanno funzionato». La stessa prospettiva è stata presentata da Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, che ha sottolineato come dovremmo «convivere con il virus ancora per un po’».


La situazione in Italia

In generale l’incidenza del virus è in diminuzione, e non si è avuto il temuto boom di casi dopo Natale. Le misure di sicurezza si sono rivelate utili, ha detto il direttore della Prevenzione del ministero della Salute Giovanni Rezza, e l’Rt è sceso di poco al di sotto dell’1, dopo una crescita consecutiva di 5 settimane. Il Nord-Est resta l’area più colpita, insieme alle zone dove ci sono vaste aree metropolitane.

La variante inglese

«L’aumento della letalità della variante inglese è un dato assolutamente da confermare, mentre è provata una maggiore diffusione», ha sottolineato Rezza. Il riferimento va alle dichiarazioni di ieri di Boris Johnson, il primo ministro inglese, che ha parlato di un alto tasso di mortalità legato alla variante. In ogni caso, ha specificato, si sta valutando l’ipotesi di un innalzamento delle misure in chiave contenitiva.

Le vaccinazioni

Il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli ha parlato della campagna vaccinale in corso in Italia. «Ad ora sono state somministrate più del 70% delle dosi possedute», ha dichiarato, specificando che «ci sono più di 40 mila persone che hanno completato il ciclo con la doppia dose». Nonostante i ritardi di Pfizer, l’Italia «resta in testa al gruppo dei Paesi che in Europa hanno fatto più vaccinazioni – secondi solo alla Germania». A partire dal primo febbraio le forniture di Pfizer dovrebbero tornare a regime, ma un altro problema si aprirà sul fronte AstraZeneca, che ha già annunciato tagli per il primo semestre. «Possiamo dire che a fine gennaio l’Italia dovrebbe avere a disposizione circa 2,5 milioni di dosi che servono sia per prime immunizzazioni, sia i richiami», ha aggiunto Locatelli.

Immagine di copertina: ANSA/GIUSEPPE LAMI

Leggi anche: