Renzi: «Vogliamo un accordo sui temi che proponiamo». Zingaretti: «Abbiamo proposto un piano di fine legislatura». Crimi: «Conte premier è indiscutibile»

Finisce il primo turno di consultazioni a Montecitorio. Il presidente della Camera ha incontrato i big dei partiti dell’ex maggioranza: M5s, Pd, Iv e LeU

Dopo l’assegnazione del mandato esplorativo di ieri, 29 gennaio, da parte del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, le consultazioni del presidente della Camera Roberto Fico sono iniziate oggi, 30 gennaio, a Montecitorio alle 16 con il Movimento 5 Stelle, la cui delegazione era guidata dal capo politico Vito Crimi. Subito dopo, Fico ha consultato il Partito Democratico, a cui sono seguiti Iv e LeU: in questo modo verificherà l’esistenza di una maggioranza di Governo a partire da quella dell’esecutivo uscente. Entro martedì prossimo sarà suo il compito di cercare di rimettere insieme i cocci creati da questa crisi di Governo che si è conclusa con le dimissioni del premier Giuseppe Conte.


Leu: «Non abbiamo posto veti»

«Noi siamo disponibili a dare il nostro contributo e non abbiamo posto veti». Così Federico Fornaro, capogruppo di Leu alla Camera, ha parlato davanti ai giornalisti dopo l’incontro con il presidente Fico, l’ultimo di giornata. «Non è accettabile – ha sottolineato – che ci sia una parte che ha diritti e doveri, che si muove con responsabilità, e altri solo diritti. In una coalizione si sta in spirito leale e nella ricerca di soluzioni condivise».


La consultazione con Italia Viva

Matteo Renzi, fondatore e leader di Italia viva, è arrivato a Montecitorio attorno alle 18:45, insieme alla delegazione composta da Maria Elena Boschi, Davide Faraone e Teresa Bellanova. Durante l’incontro, l’ex ministra dell’Agricoltura ha twittato: «Prosegue il confronto per la verifica di una maggioranza politica in Parlamento. E ancora una volta ribadiamo: per Italia Viva la priorità è l’interesse del Paese».

Renzi: «Vogliamo un accordo scritto»

È stato un lungo confronto quello tra Italia viva e il presidente Fico, definito da Renzi un dialogo «di contenuti». «Abbiamo chiesto a Fico di verificare che ci sia un accordo sui temi che proponiamo – ha aggiunto -. Sulla scuola, sui vaccini, sulla povertà. Non servono emendamenti che arrivano di notte, serve un documento di accordo scritto che chiarisca chi fa cosa, e in che tempi».

Ponendo le sue condizioni per una futura maggioranza, Renzi ha ribadito di preferire la formazione di un governo politico, senza chiudere del tutto all’ipotesi di un governo tecnico. Non è mancata la frecciata al commissario Domenico Arcuri e un implicito riferimento al Mes: «Non servono interventi stravaganti sui vaccini, non servono “primule”, come non servivano i banchi a rotelle. Serve un investimento sanitario all’altezza».

L’incontro con il Pd

Poco prima delle 18, Fico ha ricevuto la delegazione del Partito Democratico, composta dal segretario Nicola Zingaretti, dal vice segretario Andrea Orlando, dai capigruppo di Camera e Senato – Graziano Delrio e Andrea Marcucci – e dalla presidente del partito Valentina Cuppi. Il saluto tra le parti è stato amichevole e informale.

Zingaretti: «Abbiamo proposto un piano di fine legislatura»

«Abbiamo ribadito la disponibilità del Pd nello scrivere un programma di fine legislatura», ha detto il segretario Zingaretti alla fine dell’incontro, durante il quale il suo partito ha ripetuto il sostegno a Conte. «Come ha ricordato il presidente Mattarella – ha aggiunto – le sfide della pandemia impongono alla politica di fare in fretta. Noi pensiamo che sia possibile farlo. Ci sono le condizioni per andare avanti. Chiediamo a tutte le forze politiche di essere costruttive». Tra i 5 punti dell’agenda di programma consegnati a Fico non compare il Mes.

La consultazione con il M5s

La prima delegazione ricevuta dal presidente della Camera è stata quella del Movimento 5 Stelle: all’incontro, iniziato intorno alle 16, si sono presentati il capo politico Crimi e i capigruppo e vicecapogruppo di Camera e Senato.

Crimi: «Conte premier è indiscutibile»

Dopo l’incontro con Fico, Crimi ha dichiarato di aver ribadito come il nome di Giuseppe Conte alla guida del governo sia «indiscutibile». «Conte è il frutto di una sintesi e di equilibrio tra le forze di maggioranza, e su quella che ancora si può costruire un grande lavoro», ha sottolineato il reggente del Movimento. «È necessario dare una risposta in tempi rapidi, efficace e determinata».

Il Movimento propone anche di accantonare tematiche divisive, su tutte quella sul Mes, per fare in modo che si raggiunga un accordo «con tutte le forze che hanno composto la maggioranza questo anno e mezzo». Un punto cruciale, quello sul Salva Stati, che rischia di complicare ulteriormente il cammino verso il Conte Ter: Pd e M5s hanno posizioni diametralmente opposte in merito.

Le dichiarazioni della giornata

Zingaretti: «Conte è la nostra scelta»

Per il Pd di Zingaretti c’è un solo nome in grado di raccogliere i consensi necessari ed è quello di Giuseppe Conte. «Egli ha ottenuto già la fiducia piena alla Camera dei deputati e un sostegno amplissimo al Senato. Ha lavorato con noi ed è in grado di garantire equilibrio e una immediata ripartenza», ha spiegato il segretario dei dem.

Zingaretti ha poi sottolineato quanto sia necessario in queste ore «sviluppare quel confronto programmatico richiesto da tutti e che noi ci auguriamo sia franco, approfondito e privo di strumentalità e di confusi diversivi e obiettivi politici. Mantenere la dignità della politica è un tutt’uno con la ricostruzione di un governo ampio fondato su un programma vincolante e strategico».

“Parole Guerriere”: «Ruoli chiave per esponenti del Movimento»

Nella mattinata, il think thank dei parlamentari di Parole Guerriere si è riunito per fare il punto sulla crisi. «Le parole d’ordine emerse sono state: compattezza, identità e condivisione», hanno scritto in una nota. «Le uscite irresponsabili minano la forza del M5s nelle delicate trattative che sono in corso e che toccano da vicino il futuro dell’Italia. La linea comune si basa sulla consapevolezza che compatti possiamo essere protagonisti nel nuovo Esecutivo». E hanno aggiunto: «Persone con una chiara identità M5s dovranno rivestire ruoli chiave a garanzia del rispetto di questi propositi».

Mulé il «governo dei migliori»

Intanto Giorgio Mulé, deputato di Forza Italia e portavoce dei gruppi azzurri di Camera e Senato, in una dichiarazione al Tg 1, propone la sua ricetta per uscire dalla crisi. Un governo dei migliori che sia «serio e affidabile, e che sappia affrontare l’emergenza del Paese». Si suppone il progetto nasca dall’idea di una maggioranza di centro-destra. Duro l’attacco nei confronti dell’alleanza Pd-M5s: «Dopo aver litigato furiosamente, la maggioranza prova a rimettersi insieme nel nome delle poltrone».

Immagine di copertina: ANSA/AGF POOL/ALESSANDRO SERRANO’

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