Crisi di governo, Mattarella: «Doveroso dar vita a un governo». Mandato esplorativo a Fico. Nel M5s 10 senatori contrari ad allearsi (ancora) con Renzi

Il presidente della Camera dovrà riferire al Capo dello Stato entro martedì 2 febbraio. Il centrodestra compatto: «Andiamo al voto». Il M5s blinda Conte: «Patto di legislatura con Italia Viva»

Si è concluso il primo giro di Consultazioni con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, a seguito delle dimissioni del premier Giuseppe Conte. Il Capo dello Stato ha indicato il percorso da seguire per superare la crisi di governo, andando a designare la via maestra da percorrere per uscire dall’impasse politico. Al termine delle consultazioni, il Capo dello Stato, dopo aver ribadito l’urgenza di creare un esecutivo solido per contrastare la pandemia di Coronavirus, la crisi economica e gli impegni dell’Italia con l’Europa, ritenendo anche in luce della «prospettiva emersa di una maggioranza politica composta dai gruppi che sostenevano il governo precedente», ha convocato il presidente della Camera Roberto Fico per affidargli un mandato esplorativo per verificare se esiste la possibilità di riformare una maggioranza di governo. Le consultazioni di Fico cominceranno dal pomeriggio di sabato. Il calendario non è ancora stato reso noto.


«Ringrazio il presidente della Repubblica Sergio Mattarella per la fiducia che mi ha accordato affidandomi il mandato esplorativo volto a verificare la prospettiva di una maggioranza parlamentare a partire dai gruppi che sostenevano il precedente Governo – ha dichiarato Roberto Fico dopo l’incontro con il Capo dello Stato -. Nei prossimi giorni sarò impegnato nel confronto con gli esponenti di queste forze politiche». «È un momento molto delicato per il Paese e siamo chiamati ad affrontarlo con la massima responsabilità per dare risposte urgenti che i cittadini attendono», ha chiosato il presidente della Camera. Il presidente della Camera dovrà riferire al Capo dello Stato l’esito delle consultazioni esplorative entro martedì 2 febbraio, dopo aver incontrato i leader del M5s, del Pd, di LeU e di Italia Viva.

La diretta video

La spaccatura del M5s sull’alleanza con Italia Viva

«Se non condivido una cosa io mi faccio da parte e mi vivo la mia vita, di certo non faccio scissioni o mi metto a creare correnti… non è da me». Sarebbe questo il contenuto di un messaggio, svelato dall’agenzia stampa AdnKronos, che Alessandro Di Battista avrebbe mandato agli esponenti del Movimento 5 Stelle a lui più vicini. Un messaggio che alimenta una spaccatura tra chi vorrebbe sedersi di nuovo al tavolo con Matteo Renzi e chi no. Con lui anche la senatrice ed ex ministra del Sud Barbara Lezzi: «È un repentino cambio di linea al quale, per essere legittimato, deve seguire un voto degli iscritti». Stessa linea anche per Bianca Laura Granato: «Se dobbiamo scegliere se far torto o patirlo, torniamo alle urne». Secondo le prime indiscrezioni, riportate dal Corriere della Sera, potrebbero essere addirittura 10 i senatori pronti a non sostenere un governo in cui c’è anche Italia Viva.

Gli auguri di buon lavoro a Fico da Pd e 5stelle

Con una nota il Partito democratico ha subito mostrato il proprio sostegno a Fico, ribandendo anche la propria disponibilità a sostenere un governo guidato da Giuseppe Conte. «Sosteniamo con fiducia e lealtà lo sforzo che il Presidente della Repubblica sta compiendo e le iniziative assunte per risolvere questa crisi che si conferma, così come avevamo paventato, grave ed ingiustificata – si legge nella nota -. Esprimeremo al Presidente Fico, al quale auguriamo buon lavoro, le nostre valutazioni e le nostre priorità programmatiche che muovono dall’esigenza di salvaguardare il lavoro e contrastare le gravi diseguaglianze che la pandemia ha aggravato. Ci auguriamo che tutte le forze che si sono dette disponibili a concorrere alla definizione di un nuovo patto di legislatura, siano conseguenti procedendo rapidamente in tal senso», si legge nella nota».

Gli auguri di buon lavoro a Fico arrivano anche dal M5S: «Lavoreremo al fianco del presidente a cui è stato affidato un compito cruciale in questo frangente. Concentriamoci sui temi che ci accomunano e togliamo tutti i temi divisivi», si legge in una nota del Movimento. «Sarà un punto di riferimento per favorire il dialogo in questa fase delicatissime e arrivare alla formazione di un nuovo Governo. Ci auguriamo che prevalga il senso di responsabilità da parte di tutti. Massimo e pieno sostegno a Giuseppe Conte», scrive su Facebook Luigi di Maio. Nel frattempo il presidente della Camera si sarebbe sentito anche per un breve colloquio con il presidente del Senato, Elisabetta Casellati, che gli ha espresso i propri auguri di buon lavoro.

La sintesi delle posizioni del centrodestra e del M5s al Quirinale

La coalizione di centrodestra si è presentata unita nel «no» nella riconferma della premiership a Conte, e con la richiesta di «scioglimento delle Camere e di elezioni anticipate». Il centrodestra si è detto disponibile «a collaborare per tutti i provvedimenti necessari a salvaguardare gli interessi degli italiani». Le consultazioni si sono concluse con la delegazione del MoVimento 5 Stelle che ha confermato l’apertura «alle forze che in quest’ultimo anno e mezzo hanno fatto parte della maggioranza di Governo», includendo quindi anche Italia Viva, ma ponendo il paletto di assoluta imprescindibilità sulla figura di Giuseppe Conte. Ma la riapertura a Renzi ha innescato venti di scissione all’interno del M5s, con l’insurrezione di Alessandro Di Battista che ha lanciato un ultimatum ai colleghi di partito: «Se il MoVimento chiude a Renzi io ci sono. Altrimenti arrivederci e grazie».

Crimi: «Ripartire da questa maggioranza per un Conte-ter». Ma Di Battista insorge per la riapertura a Renzi

ANSA/LAPRESSE/ROBERTO MONALDO/POOL | Il capo politico ad interim Vito Crimi al termine delle consultazioni con il presidente della Repubblica

A parlare a nome del MoVimento 5 Stelle è stato il capo politico ad interim Vito Crimi, che ha partecipato in rappresentanza dei pentastellati con i capigruppo al Senato Antonio Licheri e quello alla Camera Davide Crippa. Dopo la lettura di una lettera da parte di un sindaco «non pentastellato», Crimi ha sottolineato il «grande lavoro di recupero di credibilità svolto dal premier Giuseppe Conte», messo a rischio da questa crisi di governo «incomprensibile».

Crimi ha aggiunto che il MoVimento 5 Stelle è «disponibile al confronto con chi vuole dare risposte concrete», riaprendo il dialogo con «la maggioranza che ha lavorato nell’ultimo anno e mezzo, nell’interesse del Paese con spirito collaborativo», al fine di creare «un governo politico, unito da un patto di legislatura chiaro, presentato davanti ai cittadini e che affrontato con lealtà».

La delegazione dei Cinque Stelle ha ribadito il nome di Giuseppe Conte, considerata «l’unica persona in grado di condurre con serietà ed efficacia il paese attraverso questa fase particolarmente complessa» e che «nel corso dell’ultimo anno, in condizioni eccezionalmente gravi e difficili, ha dimostrato di saper operare con senso di equilibrio, capacità decisionale e spirito di sintesi».

Subito dopo le dichiarazioni di Crimi al Quirinale, Alessandro Di Battista ha pubblicato un durissimo post su Facebook contro la riapertura del M5s a Italia Viva e a Matteo Renzi, minacciando di rompere con i pentastellati: «Tornare a sedersi con Renzi significa commettere un grande errore politico e direi storico. Significa rimettersi nelle mani di un “accoltellatore” professionista».

Salvini: «Centrodestra favorevole a elezioni anticipate. No al Conte-ter»

ANSA/LAPRESSE/ROBERTO MONALDO/POOL | La delegazione del centrodestra durante le consultazioni con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella

A parlare a nome dell’intero centrodestra, dopo le consultazioni con il Capo dello Stato, è stato il leader della Lega Matteo Salvini che ha confermato con forza «la richiesta di valutare l’ipotesi di scioglimento delle Camere e del ricorso ad elezioni». «La delegazione unitaria del centrodestra, che rappresenta la maggioranza del Paese e governa 14 regioni su 20, ha espresso al Presidente della Repubblica la comune preoccupazione per la situazione sanitaria, economica e sociale in cui versa l’Italia, situazione che è stata aggravata da un Governo incapace e nato da un accordo di Palazzo», ha esordito il leader leghista.

«La crisi causata dai litigi, dalla vanità e dagli interessi personali di chi stava al governo, necessita di una soluzione rapida e incisiva – ha proseguito il leader leghista – Al Presidente della Repubblica è stata quindi confermata la nostra richiesta di valutare l’ipotesi di scioglimento delle Camere e del ricorso ad elezioni. Il centrodestra auspica che sia così offerta agli italiani la possibilità di dare vita in breve tempo ad un governo coeso con un programma comune condiviso dagli elettori e con una maggioranza forte per affrontare in tempi brevi i gravi problemi della nazione».

«Anche in questo caso, il centrodestra ha confermato al Presidente della Repubblica piena disponibilità a collaborare per tutti i provvedimenti necessari a salvaguardare gli interessi degli italiani – come peraltro fatto fino ad oggi e in modo spesso decisivo – a partire da un efficace utilizzo dei fondi del Recovery Plan, dal piano vaccini fino ai ristori e ai rimborsi per famiglie e imprese. Tutti i componenti della delegazione hanno escluso la possibilità di qualsiasi appoggio alla riedizione della stessa maggioranza, che sta tenendo in ostaggio il Paese da settimane e che sarebbe ancor più debole qualora fosse garantita da singoli voltagabbana. Tutti i componenti si sono riservati, ove non si andasse ad elezioni, di valutare con il massimo rispetto ogni decisione che spetta costituzionalmente al Capo dello Stato all’esito delle consultazioni in corso».

Le diverse posizioni nell’area di centrodestra

ANSA/UFFICIO STAMPA LEGA | Giorgia Meloni (S), Matteo Salvini (C) e Antonio Tajani (D)

Il centrodestra è salito in modo unitario al Quirinale. Le posizioni nella coalizione non erano però del tutto comuni e condivise, tant’è che prima della salita al Colle si è reso necessario un vertice di coalizione per trovare una posizione univoca da presentare al Capo dello Stato. All’incontro hanno preso parte il leader della Lega Matteo Salvini, la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, e Antonio Tajani di Forza Italia (con Silvio Berlusconi assente, ma in collegamento video). Al confronto han partecipato anche Maurizio Lupi di Noi con l’Italia, il presidente della Liguria Giovanni Toti (leader di Cambiamo!) e il senatore dell’Udc Antonio De Poli. L’unico comune denominatore nel centrodestra sembra essere il «no» compatto alla premiership di Giuseppe Conte, confermato successivamente al Quirinale.

Il leader della Lega Matteo Salvini, nelle ore precedenti alla salita al Colle, aveva fatto sapere che le vie maestre per il Carroccio non potevano che essere due: in primis il voto anticipato o, in alternativa, un governo di centrodestra a guida il Paese. Per Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, invece, la via era più stretta, solo una: il voto. Maggiore cautela dal fronte di Forza Italia che, prima delle elezioni anticipate, valutava l’idea di un governo di larghe intese o di unità nazionale. Ma sul fronte forzista si era aggiunta, nelle ultime ore, l’incognita della parte più moderata di Forza Italia, guidata dai tentativi di Gianni Letta (e per ora caduti nel vuoto) di riportare gli azzurri nell’area dell’esecutivo, “estromettendo” così Italia Viva e Matteo Renzi dall’area di maggioranza di Governo. 

I nodi da sciogliere oggi, dopo le consultazioni di Italia Viva e del Pd

ANSA/AGF POOL/ALESSANDRO SERRANO | Andrea Marcucci (S) and Nicola Zingaretti (C) del Partito Democratico dopo le consultazioni al Quirinale del 28 gennaio 2021

I Cinque Stelle, stretti da subito intorno alla leadership di Conte, dovranno chiarire se sussiste uno spiraglio di possibile recupero della discussione con Matteo Renzi che, pur non avendo espresso «al momento» un veto sul premier dimissionario ieri ha chiesto un mandato esplorativo a una figura terza, magari al presidente della Camera Roberto Fico, per verificare se esista ancora una maggioranza di governo. Una posizione, quella dei pentastellati, in linea con quella degli alleati di governo del Partito Democratico che, dopo le consultazioni di ieri con il Capo dello Stato, hanno rinnovato la linea del Conte-ter e sollecitato la necessità di costituire un nuovo esecutivo «in fretta».

Tuttavia, il segretario dem Nicola Zingaretti ha lasciato il Quirinale senza rispondere alle domande dei giornalisti, mentre in serata il vicesegretario Andrea Orlando ha fatto trasparire un forte scetticismo e grande diffidenza nei confronti di Matteo Renzi in vista di una possibile riapertura al dialogo con chi, di fatto, la crisi l’ha aperta e, in caso di rinnovato coinvolgimento nell’esecutivo, potrebbe portare ulteriori squilibri. Certo, tra i dem c’è chi è anche più ottimista, convinto che il leader di Italia Viva non possa alzare ulteriormente l’asticella, pena il rischio di perdere pezzi e di veder riconfluire i renziani verso il Pd o verso altre forze parlamentari di centrosinistra. 

Il calendario delle Consultazioni oggi:

  • 16:00 – Gruppi Parlamentari Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e NOi con l’Italia-USEI-Cambiamo!-Alleanza di centro del Gruppo misto della Camera dei Deputati e della componente “Idea-Cambiamo” del Gruppo misto al Senato
  • 17:00 – Gruppi Parlamentari MoVimento 5 Stelle del Senato e della Camera

Foto in copertina: ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Leggi anche: