Coronavirus, ispettori dell’Oms nel laboratorio di Wuhan. Tegola su Tokyo 2020: i volontari medici cominciano a ritirarsi

Il gruppo di ispettori dell’Oms è arrivato nel laboratorio di Wuhan, dove secondo numerose teorie complottiste sarebbe scoppiato il primo focolaio di Coronavirus. In Giappone cresce la preoccupazione per la possibile carenza di personale medico alle Olimpiadi

Cina

EPA/ROMAN PILIPEY | Il laboratorio di virologia di Wuhan avvolto dalla nebbia

Gli ispettori dell’Oms visitano il laboratorio di Wuhan

Parte oggi l’ispezione del team di esperti dell’Oms al laboratorio di virologia di Wuhan, al centro di numerose teorie del complotto secondo cui da qui sarebbe partito il primo focolaio di Coronavirus alla fine del 2019. «Non vedo l’ora che inizi questa giornata produttiva – ha commentato Peter Daszak, uno degli ispettori dell’Oms in Cina – incontreremo le figure chiave del laboratorio e faremo tutte le domande che andranno fatte».


Compito degli scienziati sarà provare a verificare, a distanza di almeno un anno, cosa sia potuto accadere nel laboratorio di Wuhan poco prima che scoppiasse la pandemia. Finora la quasi totalità della comunità scientifica ha respinto l’ipotesi che il virus sia potuto sfuggire dagli ambienti del laboratorio dopo essere stato catturato in natura. Una teoria finora alimentata anche da leader politici, come l’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e l’ex Segretario di Stato, Mike Pompeo.

Giappone

EPA/Takashi Aoyama | Il presidente del Comitato organizzatore di Tokyo 2020 Yoshiro Mori

Il nodo sul personale medico per Tokyo 2020

Gli organizzatori delle Olimpiadi in programma in Giappone quest’anno rischiano di dover fare i conti con una grave carenza di personale medico durante i Giochi. Mentre il presidente del Comitato organizzatore, Yoshiro Mori, fino a ieri 2 febbraio si è detto certo che i Giochi si svolgeranno, il direttore della Tokyo Medical Association ha avvertito che buona parte dei medici e infermieri non potrà lasciare la propria attività per fare da volontari alle Olimpiadi.

L’associazione raccoglie circa 20 mila operatori sanitari dell’area metropolitana di Tokyo, che in teoria avrebbero contribuito con il proprio lavoro allo svolgimento dei Giochi con 3.500 volontari. Secondo il direttore dell’associazione, però, questo sforzo non sarà possibile: «I medici che inizialmente si sono iscritti al volontariato – ha affermato il dott. Satoru Arai all’agenzia Reuters – mi dicono che non c’è modo che possano prendersi del tempo libero per aiutare quando i loro ospedali sono completamente sopraffatti».

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