Il M5s diviso prova a ricompattarsi sul modello Ciampi: un governo Draghi ma con molti ministri politici. E il Pd apprezza

Quattro, al massimo cinque ministeri sarebbero scelti dall’ex presidente della Bce. Zingaretti: «Positivo che il M5S voglia tenere aperta una prospettiva politica unitaria»

Vito Crimi e i capigruppo del Movimento 5 stelle, dopo cinque ore di assemblea, hanno sospeso il tavolo per interloquire con esponenti di Leu e del Pd. «Senza il Movimento non può esserci un governo», è il messaggio portato dagli ambasciatori grillini, «è il Movimento non accetta un governo tecnico». Tutto faceva pensare che i pentastellati non avrebbero accettato Mario Draghi come presidente del Consiglio.


Invece, il colpo di scena della serata potrebbe essere l’apertura a un esecutivo con a capo l’ex presidente della Bce. Il veto grillino si sarebbe fermato alla tipologia di governo, non sul nome del presidente. Il compromesso vedrebbe assegnare quattro o cinque dicasteri a profili tecnici di alto livello, mentre gli altri ministeri sarebbero ripartiti tra le forze politiche che decideranno di far parte della nuova maggioranza.

I numeri sono suscettibili di cambiamenti, ma la sostanza è che il Draghi uno, questa sera, potrebbe avere un argomento in più a suo favore per decollare. C’è confusione, è vero, non tutti i parlamentari 5 stelle sono d’accordo con il “sì” a un Draghi meno tecnico e più politico. Alcuni, tra quelli sentiti da Open, addirittura ignorano quest’ipotesi. Ma se la linea filogovernativa passasse, Draghi potrebbe contare sull’appoggio di quasi 100 senatori, la fetta più cospicua di Palazzo Madama. Ai quali, probabilmente andrebbero sottratte le inevitabili fuoriuscite.

La via caldeggiata da alcune fonti M5s, quella di un governo ibrido – ministri tecnici e politici sul modello Ciampi -, è stata apprezzata da Pd e Leu. A un governo Draghi senza Movimento 5 stelle, non basterebbero i senatori di Forza Italia per raggiungere la maggioranza al Senato. «Nel quadro del lavoro che si è avviato dopo il conferimento dell’incarico al professor Draghi, pur nel rispetto del confronto che si è aperto tra le forze politiche, è positiva la disponibilità di Pd, M5S e Leu di voler continuare a tenere aperta una prospettiva politica unitaria», ha detto Nicola Zingaretti subito dopo l’incontro da remoto con M5s e Leu.

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