Coronavirus, Johnson & Johnson chiede l’autorizzazione negli Usa: il vaccino monodose efficace al 66%. In Catalogna lockdown meno duro

Il via libera della Fda al vaccino di Johnson & Johnson è atteso entro la fine di febbraio. Nelle prossime settimane attesa la richiesta di autorizzazione anche per l’Europa. In Catalogna si allentano le restrizioni dopo oltre un mese di lockdown

USA

ANSA | La sede centrale della Johnson & Johnson a New Brunswick, nel New Jersey

Johnson & Johnson chiede l’autorizzazione alla Fda per il suo vaccino

La Food and drug administration, l’agenzia del farmaco americana, si riunirà il 26 febbraio per decidere sull’autorizzazione in emergenza al vaccino di Johnson & Johnson contro il Coronavirus, dopo che la casa farmaceutica ha presentato la richiesta alla fine della sperimentazione. Nelle prossime settimane è attesa la richiesta anche per l’Europa. Nell’ultimo rapporto del 29 gennaio scorso, la J&J aveva dichiarato che il vaccino a dose unica garantiva una protezione media del 66% contro il virus, con un’efficacia che sale al 72% secondo i risultati sulla sperimentazione negli Stati Uniti, ma scende al 57% per quella svolta in Sudafrica con la variante locale. I test hanno poi dimostrato un’alta capacità del vaccino monodose J&J di ridurre l’aggravarsi della Covid-19 in forme gravi, con una protezione contro l’ospedalizzazione e la morte dell’85%.


SPAGNA

EPA/David Borrat | Due infermiere preparano le dosi di vaccino contro il Coronavirus a Girona, in Catalogna

La Catalogna riapre dopo oltre un mese di lockdown

La Catalogna prova a uscire gradualmente da un lungo periodo di lockdown con la riapertura delle palestre e la possibilità di spostarsi fuori dal proprio comune. Come riporta il Guardian, nella regione il numero medio di casi per 100 mila abitanti è sceso a 494 questa settimana, mentre sette giorni fa era a quota 589, dopo il picco di metà gennaio a 620. In calo non solo i contagi, ma anche i ricoveri ospedalieri, che mantengono comunque la Catalogna al secondo posto tra le regioni più colpite della Spagna dalla pandemia.

Da lunedì 8 febbraio per due settimane, bar e ristoranti potranno servire ai tavoli per un’ora in più per colazioni e pranzi, ma resta l’obbligo di asporto per il resto della giornata. Dopo un mese di chiusura, le palestre potranno riaprire fino a un massimo del 30% della propria capienza. Tornano possibili anche le lezioni all’università per le matricole. Le restrizioni resteranno invariate per i centri commerciali, mentre per il resto dei negozi in settori non essenziali viene mantenuto l’obbligo di apertura dal lunedì al venerdì. Invariato l’orario del coprifuoco, che resta in vigore dalle 22 alle 6 del mattino.

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