Crisi di governo, Renzi: «Mi sono preso un sacco di insulti. Conte non era la persona giusta per questa fase»

In un’intervista al Quotidiano Nazionale, il fondatore di Italia viva ha rivendicato la decisione di far cadere il governo Conte II

È passato quasi un mese dall’apertura della crisi di governo e Matteo Renzi, il regista che l’ha innescata, ora si dice «rilassato» e «felice». Mario Draghi sta per formare un nuovo esecutivo al posto di Giuseppe Conte e della sua maggioranza giallorossa. Un epilogo perfetto per il fondatore di Italia viva: «All’Italia stanno per arrivare 209 miliardi di euro», dice in un’intervista al Quotidiano Nazionale. «Tanti soldi quanti mai ne abbiamo avuti. Secondo me, Conte non era la persona giusta per spenderli. Draghi sì».


«Quando abbiamo aperto la crisi, nessuno ne capiva il motivo e io non riuscivo a spiegare il senso di quello che stavamo facendo», continua l’ex premier. Ora che si è chiusa la partita «più difficile» della sua esperienza politica («anche umanamente»), è più tranquillo. «Mi sono preso un sacco di insulti – racconta – dicevano che pensavo ai posti da ministro. E invece oggi chiunque capisce che Iv, nella coalizione di governo, conta molto meno di prima. Ma io ho fatto un sacrificio personale per il bene del Paese».

Il governo Draghi è dunque per Renzi una «straordinaria occasione» per il Paese che fornisce tutte le carte «per uscire dalla crisi e per spendere al meglio i soldi del Recovery Fund». E non solo: «Draghi potrà fare dell’Italia una guida europea», dice. «Il governo di Angela Merkel finisce a settembre di quest’anno e quello di Emmanuel Macron nell’aprile dell’anno prossimo. La nostra legislatura scade nel marzo del 2023. Ecco, in questo periodo la figura più forte in Europa sarà il presidente del Consiglio italiano».

Immagine di copertina: ROBERTO MONALDO/ LAPRESSE

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