Vaccinare gli italiani gratis? Non si può. L’odissea di un pediatra in pensione che si è offerto come volontario: «Ho dovuto rinunciare» – Il video

Il dottor Stefano del Torso, direttore esecutivo dell’Accademia europea di pediatria, dopo diversi tentativi si è dovuto arrendere: «L’Italia funziona così»

«Sono un pediatra in pensione. Ho contattato Orienta e l’ufficio contratti di Azienda 0 Veneto per partecipare alla campagna vaccinale contro il Coronavirus, ma a titolo gratuito. Non svolgendo più attività libero professionale, ma solo volontariato, ho chiesto di avere semplicemente una copertura assicurativa. Risposta: no, deve farla a sue spese. Non è prevista l’assicurazione per i volontari, come confermato anche da altri colleghi in altre Regioni. L’Italia funziona così». Questo è il testo della mail che il dottor Stefano del Torso, pediatra in pensione e direttore esecutivo dell’Accademia europea di pediatria, ha mandato alla redazione di Open dopo aver letto l’articolo sulla carenza di operatori sanitari per far partire la campagna di vaccinazione di massa in Lombardia.


Quando è stato contattato dal gruppo Orienta, l’agenzia interinale che si è aggiudicata la gara bandita dal commissario straordinario Domenico Arcuri per trovare i vaccinatori da mandare in Veneto, Calabria, Friuli Venezia Giulia e Molise, il dottor Del Torso ha spiegato subito quale poteva essere la sua disponibilità: una collaborazione occasionale a titolo gratuito, a Padova e dintorni, per qualche ora al giorno. «Io sono in pensione e sono contento così, ritengo più giusto lasciare che le risorse disponibili vengano usate per pagare i medici più giovani di me», spiega a Open.

La collaborazione occasionale a titolo gratuito non è prevista

Ma il dottor Del Torso ha scoperto che, almeno in questa fase, offrirsi come volontario a titolo gratuito alle agenzie interinali non è possibile. È una modalità che semplicemente non è stata prevista. Ha quindi contattato le strutture sanitarie della Regione Veneto, per provare a trovare una strada alternativa. Ma anche lì si è trovato di fronte a un muro: gli è stato infatti spiegato che avrebbe dovuto sottoscrivere a proprie spese un’assicurazione, dal costo insostenibile per un singolo che non svolge più un’attività lavorativa e ha chiuso la sua partita Iva a dicembre del 2020. Burocraticamente impossibile che fosse l’azienda sanitaria a sottoscriverla per conto suo.

Il dottore non si è dato per vinto e ha contattato la Croce Verde di Padova, storica associazione di volontariato che opera in città: «Mi hanno confermato che è vero. La Croce Verde assicura i suoi volontari che fanno i trasporti in ambulanza. Ma a pagare è la Croce Verde, non i singoli operatori, perché si tratta di una cifra molto consistente». Nemmeno se fosse stato membro della Croce Verde il dottore sarebbe stato coperto dall’assicurazione, perché l’associazione non si occupa di vaccinazioni. La conclusione di Del Torso è amara: «A quel punto lì ho smesso di cercare e mi sono detto, l’Italia funziona così». La speranza è che in una fase successiva delle campagna vaccinale si trovi il modo di accogliere anche il contributo dei volontari che, come lui, sarebbero disposti a mettersi gratis al servizio del Paese.

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