Omosessuali come prostitute e tossicodipendenti? L’ex ministra Grillo a Open: «È vero, quel documento non l’ho letto. Ma nemmeno Speranza»

La lunga storia del contestato documento – che definisce l’omosessualità un «comportamento a rischio» – che tutti copiano e nessuno legge

Per accedere al vaccino contro il Coronavirus, a La Spezia, se sei omosessuale rientri in una delle categorie prioritarie perché considerato un soggetto con comportamenti a rischio. Così come i tossicodipendenti e come i soggetti dediti alla prostituzione. La voce omosessuale è al punto 10 di un questionario cartaceo distribuito dalla Asl 5 spezzina e che, nelle ultime ore, sembra sparito dalla circolazione. Contattato da Open, l’ufficio stampa della struttura ha dichiarato: «Stiamo cercando di capire, noi non ne sappiamo nulla». Sostiene di non aver mai visto il documento in questione: «Abbiamo messo in moto il personale per trovare una risposta a questa cosa, che, se fosse com’è, è un errore».


L’incidente, come spiega l’ufficio stampa, è dovuto a un «copia-incolla». Chi ha stilato il questionario, dicono, deve essersi aiutato con le vecchie diciture, quelle di «un vecchio documento usato per le donazioni di sangue, quando ancora l’omosessualità era considerata un comportamento a rischio». Di lì, la gaffe poi replicata su decine di copie. Immediate le scuse del direttore generale Paolo Cavagnaro che ha ammesso: «Mi scuso per l’errore con la comunità Rainbow ligure», ha detto.

Il documento del ministero della Salute

Il documento scaricabile dalle rete intranet della struttura e a disposizione dei sanitari, però, non è originale della Asl5. Il fac-simile appartiene a un pdf targato “ministero della Salute”, nell’area dell’Anagrafe nazionale dei vaccini, nel quale vengono descritte le cosiddette “Specifiche funzionali”. A pagina 94 – su un totale di 95 – l’allegato, datato ottobre 2020, in cui compare la dicitura: “Soggetto con comportamenti a rischio (tossicodipendente, soggetto dedito alla prostituzione, omosessuale)”.

Il documento si rifà a sua volta alle disposizioni «contenute nel Decreto sulle vaccinazioni del 17 settembre 2018» – come precisato più volte dal ministero -, che a quanto pare nessuno ha mai più revisionato né aggiornato. L’ex ministra della Salute Giulia Grillo, allora in carica, contattata, ammette di non aver dato lettura al documento e di essersi lasciata scappare l’infelice scelta lessicale, «figlia di una vecchia tassonomia» e relativa ai vaccini anti influenzali. «Questo non giustifica affatto il ministro Speranza che si è guardato bene dal rivedere il decreto e aggiornare le classificazioni, lasciando invece tutto com’era», ha detto. Il ministero ci ha poi spiegato che le classificazioni «riguardano il comportamento e non l’orientamento sessuale». Come se questo giustificasse in qualche modo la cosa.

La segnalazione

A segnalare l’esistenza del documento è il consigliere regionale Ferruccio Sansa. «Un caro amico che ha un parente che lavora nelle Rsa mi ha chiamato per raccontarmi di essere andato alla Asl e di aver ricevuto brevi manu il documento in questione», racconta. «Gli ho chiesto allora di scannerizzarlo e di inviarmelo per chiedere eventualmente delle spiegazioni». E poi? «Poi ho chiamato i loro uffici per ben 13 volte. Un’impiegata dell’ufficio igiene mi ha risposto. Le ho chiesto se si fosse accorta di quello che stava accadendo e mi risposto: “In effetti sì, ce ne siamo accorti qui. Ma in realtà non sappiamo chi ci abbia lavorato, perché non se n’è occupata la Asl5 ma un altro ufficio”».

La reazione del governatore Toti

Il governatore della Regione Liguria Giovanni Toti in una nota, riportata da Adnkronos, «stigmatizza e condanna fermamente quanto accaduto in Asl5, in relazione alla comunicazione, fortemente discriminatoria, per l’accesso alla fase2 della campagna di vaccinazione anti Covid-19». «Si ritiene che si tratti di un errore inaccettabile – prosegue la nota – e per questo il presidente Toti ha dato immediatamente mandato alla Asl5 di ritirare quella comunicazione e agli uffici preposti di avviare subito un’indagine interna per individuare le responsabilità e adottare i relativi provvedimenti disciplinari. L’azienda sanitaria spezzina si scusa a nome dell’intera sanità ligure con tutti i cittadini che si siano sentiti offesi».

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