Bielorussia, due giornaliste condannate a due anni di carcere per aver filmato le proteste contro Lukashenko

L’accusa rivolta alle due reporter è quella di aver condotto «azioni di gruppo che violano gravemente l’ordine pubblico». Le due avrebbero trasmesso live uno dei memoriali organizzati per il 31enne picchiato a morte dalle autorità

Non si ferma la repressione di Lukashenko. Dopo mesi di proteste pacifiche e di arresti, il regime bielorusso ha da settimane ormai iniziato a prendere sistematicamente di mira anche il mondo dei media. È arrivata oggi la sentenza per due giornaliste bielorusse, condannate a due anni di carcere ciascuna da un tribunale, con l’accusa di aver fomentato le proteste contro il presidente Lukashenko.


L’emittente televisiva di opposizione con sede in Polonia, Belsat, ha reso noto che le due giornaliste – la 27 enne Katerina Bakhvalova e la 23enne Daria Chultsova – sono state condannate per aver condotto «azioni di gruppo che violano gravemente l’ordine pubblico» che consisterebbero nelle riprese di una protesta dello scorso novembre.

La leader dell’opposizione, Svetlana Tsikhanouskaya, ha chiarito che l’episodio per cui le due giornaliste sono state incriminate riguarda l’aver filmato e trasmesso live uno dei memoriali organizzati per Raman Bandarenka, il 31enne picchiato a morte dalle autorità bielorusse dopo aver appeso in cortile una bandiera bianco rossa pro-democrazia.

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