Coronavirus, il Cts pensa alla didattica a distanza per tutte le scuole in zona rossa o nei Comuni con alta incidenza di casi

Le scuole potrebbero essere chiuse in caso di superamento della soglia di 250 contagi settimanali ogni 100 mila abitanti. Per il Cts sarebbe auspicabile una differenziazione delle misure a seconda delle zone, anche a livello locale e non solo regionale

Mentre in Campania Vincenzo De Luca firma un’ordinanza per chiudere le scuole fino al 14 marzo, da una riunione del Comitato tecnico scientifico emergono nuovi dettagli sulle misure che il governo potrebbe adottare per la scuola in vista del prossimo Dpcm. La didattica a distanza potrebbe essere resa obbligatoria in tutte le scuole in zone rosse, sia locali sia regionali, ma soltanto oltre una determinata soglia di incidenza del virus sulla popolazione. Attualmente, una delle quote in discussione sarebbe intorno ai 250 casi settimanali di Coronavirus ogni 100 mila abitanti, numeri che già riguardano il passaggio in zona rossa, mentre un’altra ipotesi – che non riguarda direttamente il Comitato – è di valutare l’incidenza di 100 contagi settimanali ogni 100 mila abitanti.


In attesa del parere del Cts, il governo aveva previsto l’apertura delle scuole superiori in tutto il Paese con almeno il 50% degli alunni in presenza, mentre quasi tutte le Regioni chiedevano di tenere le scuole chiuse fino a quando non saranno vaccinati tutti i professori. Stando alla bozza che il governo aveva inviato alle Regioni, era prevista nelle istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado un massimo del 75% della popolazione studentesca in presenza, mentre il resto avrebbe comunque seguito le lezioni a distanza. Almeno per quanto riguarda le zone gialle, secondo il Cts, con la stabilità dei contagi per 3 settimane consecutive le attuali disposizioni non dovrebbero cambiare.

Una delle questioni che più ha pesato sulla chiusura e mancata riapertura delle scuole – inizialmente prevista per la fine dell’estate del 2020 – è stata la mancanza di dati certi sull’impatto della didattica in presenza sull’andamento dell’epidemia. Sempre dalla riunione del Cts emerge che ci sarebbe un’incidenza sensibile dei nuovi contagi nelle scuole, ma differenziata, dunque non soltanto a livello delle Regioni ma anche dei Comuni e delle Province. Per questo, secondo il Cts, sarebbe auspicabile una modulazione delle misure a seconda delle zone, anche a livello locale.

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