Covid, il governo frena le Regioni sulla chiusura delle scuole. Salvini: «Lockdown a Pasqua? Irrispettoso per gli italiani»

Vertice in vista del prossimo provvedimento. Intanto Bologna rischia di passare in zona arancio scuro

Non saranno settimane facili. Lo sa bene la ministra per gli Affari regionali Mariastella Gelmini che ha avuto un confronto in videoconferenza, insieme al ministro della Salute Roberto Speranza, con le Regioni e gli enti locali per fare il punto della situazione. Il sistema a colori rimarrà ma andrà «affinato» mentre la chiusura delle attività economiche «non entrerà più in vigore di domenica ma di lunedì» così da evitare decisioni dell’ultim’ora. Già domani, infatti, potrebbe arrivare la nuova bozza del Dpcm con le norme anti-Covid in vigore dal prossimo 5 marzo. In anticipo rispetto ai tempi del governo di Giuseppe Conte.


Gelmini: «L’obiettivo è evitare il lockdown»

L’obiettivo dell’esecutivo – avrebbe detto la Gelmini durante la riunione – è quello di scongiurare un lockdown generalizzato. Si inizierà dal mese di aprile probabilmente con una graduale riapertura dei luoghi di cultura. «Si tratta di un percorso, non di un risultato acquisito», ha detto. Altra nota dolente resta quella della scuola: nella riunione è arrivata la richiesta, da parte di alcune regioni, di ottenere un parere del Cts sull’apertura delle scuole alla luce della diffusione della variante inglese in alcuni istituti. Quasi tutte le regioni hanno chiesto di chiuderle finché non siano vaccinati tutti i prof. Ma il governo ha frenato sostenendo che «è difficile parlare di chiusure delle scuole da una parte e di riaperture di attività commerciali dall’altra».

Bologna verso l’arancio scuro

Il ministro della Salute Speranza ha chiesto, invece, un’accelerazione della campagna vaccinale. «Negli ultimi 3 giorni – avrebbe spiegato – ci sono state 100 mila somministrazioni in media. Le dosi in arrivo e quelle già a disposizione delle Regioni ci consentono un’ulteriore accelerazione». Poi avrebbe aggiunto che la situazione è seria con «una crescita dei casi per l’impatto delle varianti» che richiede massima attenzione e la necessità di «non allentare le misure» adesso. Non a caso per Bologna, in queste ore, si sta vagliando l’arancione scuro – visto che l’Emilia Romagna è nel «terzo picco» della pandemia – così «come per il circondario imolese» dove da oggi sono in vigore restrizioni aggiuntive come lo stop alle scuole dalle elementari in su. Ad annunciarlo è stato l’assessore regionale alla Salute dell’Emilia-Romagna Raffaele Donini.

I ristori sul tavolo del vertice

Per il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, dal governo sono arrivate «risposte positive» anche se «su altri temi occorrono ulteriori riscontri». «In particolare, occorre una decisa accelerazione sul piano vaccini, una revisione dei criteri per l’assegnazione delle fasce e una valutazione preventiva sull’impatto delle varianti», ha aggiunto. Si è discusso , inoltre, dei ristori e si è chiesto che vengano previsti anche per le zone rosse territoriali istituite tramite ordinanza regionale, d’intesa con il ministero della Salute. A chiederlo è stata la presidente della regione Umbria Donatella Tesei.

Il botta e risposta tra Salvini e Zingaretti

In questo quadro è arrivata la presa di posizione di Matteo Salvini che, parlando ai cronisti fuori dal Senato, ha detto: «Mi rifiuto di pensare ad altre settimane e altri mesi, addirittura di chiusura e di paura. Se ci sono situazioni locali a rischio, si intervenga a livello locale. Però parlare già oggi di una Pasqua chiusi in casa non mi sembra rispettoso degli italiani». Secca la replica di Nicola Zingaretti: «Vedo che, sulla pandemia, Salvini purtroppo continua a sbagliare e rischia di portare fuori strada l’Italia. Prima sono state le mascherine, che erano inutili, ora, cavalcando la stanchezza di tutti, si attaccano le regole per la Pasqua».

Foto in copertina da Ansa

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