I numeri in chiaro, Maga: «Lockdown nazionale solo se ci vaccinano tutti. Così avremo un drastico calo di morti e ricoveri» – Il video

Questa la ricetta vincente del direttore del laboratorio dell’istituto di Genetica molecolare del Cnr di Pavia secondo cui bisogna rafforzare le misure restrittive e dare una spinta sull’acceleratore alla campagna vaccinale

I dati di oggi parlano di 376 decessi, quasi 20 mila nuovi casi di Coronavirus, 562 nuovi ricoveri nei reparti Covid e 278 ingressi giornalieri in rianimazione. Non un bollettino di guerra ma numeri che iniziano a preoccupare e che richiedono misure sempre più restrittive, come conferma a Open Giovanni Maga, direttore del laboratorio dell’istituto di Genetica Molecolare del Cnr di Pavia. «Non è un bollettino particolarmente favorevole, non è piacevole vedere il saldo positivo nei ricoveri e nelle terapie intensive. Abbiamo una quota di persone infette che oggi sfiora i 500 mila, con un balzo in avanti significativo. A febbraio eravamo arrivati sotto le 300 mila unità. Siamo davanti a un’epidemia intensa che, dunque, va limitata il più possibile», ci spiega.


L’ipotesi lockdown nazionale

«Non siamo mai usciti dalla prima ondata, il virus non ha mai abbassato la testa, gliel’abbiamo fatta abbassare noi con le misure di contenimento. Nelle prossime settimane, è bene dirlo, la situazione non migliorerà, almeno fino a quando le misure messe in campo in questi giorni non avranno effetto», aggiunge. Poi Maga si dice d’accordo con le misure atte a «evitare assembramenti e situazioni pericolose»: «Quindi sì al weekend più ristretto e a misure più stringenti nelle aree esposte al virus, come un arancione rinforzato o una zona rossa». Ma la ricetta vincente potrebbe essere un’altra: «L’ipotesi di fare un lockdown stretto e nazionale può essere efficace solo se accompagnato da una vera accelerazione della campagna vaccinale che dia priorità alle categorie più a rischio. Così abbattiamo i decessi, ricoveri e le terapie intensive e ripartiamo subito con più respiro».

«Arriviamo a 45 milioni di vaccinati entro l’estate»

«Raramente le infezioni si contraggono nella scuola, si tratta di un ambiente controllato. Il problema è quello che gira intorno alle scuole stesse, quindi nella socialità appena varcato il cancello degli istituti scolastici. Ad ogni modo, se c’è il rischio estremo di diffusione del virus, va bene la chiusura, altrimenti no. Va limitata il più possibile», dichiara. L’obiettivo, adesso, è arrivare a «40-45 milioni di vaccinati entro l’estate per raggiungere l’immunità di gregge»: «Sarebbe meraviglioso. Tutto è possibile se si mettono in campo le risorse necessarie, a partire dalle dosi di vaccini».

Grafiche di Vincenzo Monaco | Video di Fabio Giuffrida

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