Lockdown nei weekend e stretta sui negozi: il governo pronto a inasprire le misure anti-Covid. In corso la riunione del Cts

Sul tavolo degli esperti il «modello Codogno» per le zone rosse e ad alto tasso di contagio. L’ipotesi di un’Italia in «arancione scuro» oltre i 30 mila casi al giorno

Nelle prossime ore arriverà il parere del Comitato tecnico scientifico (Cts), ma la strada ormai è tracciata. Il governo è pronto ad apportare modifiche al nuovo Dpcm contenente le misure anti-Covid, nel tentativo di arginare la crescita dei contagi registrata negli ultimi giorni. Modifiche che potrebbero entrare in vigore già in questo fine settimana. Sul tavolo c’è il lockdown nei weekend e in tutte le zone del Paese dove i contagi settimanali sono superiori ai 250 per 100 mila abitanti, che passerebbero automaticamente in zona rossa. Gli esperti del Cts, che si sono riuniti oggi alle ore 9, si esprimeranno anche sulla chiusura dei negozi in tutti quei Comuni dove si dispone la chiusura delle scuole.


Slitta la riapertura di cinema e teatri?

Nelle zone rosse verrebbe adottato il cosiddetto «modello Codogno». Sarebbe cioè possibile uscire di casa soltanto per comprovate esigenze, motivi di lavoro, salute e urgenze, e verrebbero chiuse tutte le attività non essenziali. Sullo sfondo, resta al vaglio una stretta che riguardi l’intero Paese, soprattutto se i contagi dovessero continuare a correre e oltrepassare la soglia dei 30 mila giornalieri. L’ipotesi, in questo senso, è quella di portare nei giorni feriali tutta l’Italia in zona arancione scuro, con conseguente chiusura delle scuole di ogni ordine e grado e la serrata di bar e ristoranti. Tornano in discussione, in questo quadro, anche le riaperture di cinema e teatri, fissate per il 27 marzo. Una decisione su un eventuale slittamento sarà presa dopo il 20 marzo.

Le tensioni nella maggioranza

Nella maggioranza l’ipotesi di un lockdown generale fa discutere e divide. Matteo Salvini ha esplicitato la contrarietà della Lega: «Chiudere adesso senza vaccini non serve a niente e nessuno». Allineato il governatore della Liguria, Giovanni Toti, «totalmente e fortemente contrario all’ipotesi di una chiusura generalizzata». Più morbida la posizione di Silvio Berlusconi, secondo cui «la stagione dei sacrifici non è finita e i dati non ci consentono di abbassare la guardia». Per Italia Viva, infine, tenere chiuse le scuole «e lasciare aperto il resto è inutile e sbagliato. Se devono chiudere allora è preferibile un lockdown generale e breve per poi cercare di riaprire tutto in sicurezza».

Di Maio: «Servono misure più restrittive»

Sul fronte M5s, Luigi Di Maio ha di fatto anticipato la stretta del governo, parlando ad Avvenire: «Stiamo entrando nella terza ondata del Covid. Secondo i dati scientifici che abbiamo, il picco lo avremo a fine mese. Questo inevitabilmente ci spinge a misure più restrittive per cercare di fermare il trend dei contagi», ha detto.

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