È morto per Covid Raoul Casadei, addio al re del liscio: aveva 83 anni

Le condizioni del musicista si sono progressivamente aggravate ed è morto in mattinata in ospedale

Ci lascia Raoul Casadei, il re del liscio, morto all’età di 83 anni per Covid. Era ricoverato dal 2 marzo all’ospedale Bufalini di Cesena. Le sue condizioni si sono aggravate nelle ultime ore e stamattina è morto. Oltre a lui, erano stati contagiati anche altri suoi familiari, come scrive La Stampa. La figlia Carolina, il giorno in cui era stato ricoverato, ha detto che la loro preoccupazione maggiore «è stata quando abbiamo notato sul saturimetro che la saturazione era bassa. Anche in considerazione dei suoi 83 anni compiuti il 15 agosto, i medici che sono venuti a casa a fargli l’ecografia ai polmoni e hanno visto che aveva un po’ di polmonite, ci hanno consigliato di ricoverarlo». 


Chi era Raoul Casadei

Tutti lo ricorderanno come il re del liscio, un uomo che era riuscito a trasformare il folklore romagnolo in un genere apprezzato e riconosciuto in tutta Italia. Ha fatto ballare intere generazioni con «Romagna mia» (brano da oltre 4 milioni di copie), «Ciao mare» e «Simpatia». La passione per la musica nasce a 16 anni quando lo zio, già direttore della più famosa orchestra di liscio romagnolo, gli regala una chitarra. «Negli anni Sessanta – raccontava Casadei alla vigilia del suo 80esimo compleanno – facevo il maestro elementare. Poi ho raccolto l’eredità di mio zio e all’inizio degli anni Settanta ho avuto un successo incredibile». Faceva 300-350 concerto l’anno. Una musica che, in pochissimo tempo, ha fatto breccia nel cuore degli italiani grazie al suo carisma, al suo coinvolgimento del pubblico e soprattutto grazie a quelle sonorità gioiose che raccontavano l’amicizia e l’amore.

Foto in copertina: ANSA/DANIEL DAL ZENNARO

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