Covid, approvvigionamento, distribuzione, somministrazione: il piano vaccini punto per punto – Il video

I numeri, i ruoli di gestione e le infrastrutture della strategia del governo per vaccinare l’80 per cento della popolazione entro l’autunno

Dopo i dettagli contenuti nella bozza, l’esecutivo di Mario Draghi ha pubblicato il piano vaccini anti-Covid19. L’obiettivo principale è quello di vaccinare 500 mila persone al giorno, il che significherebbe coprire l’80 per cento della popolazione entro settembre. Nel piano, inoltre, sono previste misure volte a intensificare i processi di somministrazione e un miglioramento della rete logistica di distribuzione dei flaconi.


La suddivisione del piano e le categorie

Il piano è stato suddiviso in tre punti principali che riguardano la distribuzione dei vaccini, il monitoraggio dei fabbisogni e degli approvvigionamenti, e l’incremento della capacità di somministrazione. Le cinque categorie di popolazione che riceveranno le dosi sono rimaste le stesse delle settimane precedenti e seguiranno le condizioni di salute e lo stato di necessità dei soggetti vaccinati. Gli over-80, insieme ai docenti e ai componenti delle forze dell’ordine, ricevono il vaccino in via prioritaria. Seguono le persone fragili e i disabili gravi, insieme ai loro assistenti. Dopo di loro, le persone con malattie croniche al di sotto dei 60 anni di età. Infine, tutti i maggiorenni che desiderano ricevere le dosi.

Approvvigionamento e distribuzione

Far arrivare fisicamente le dosi nei luoghi predisposti è il primo punto. Il Piano prevede di triplicare il numero giornaliero di somministrazioni, che oggi si attesta intorno a 170 mila. Secondo le stime del governo, le dosi saranno raddoppiato entro le prossime tre settimane, grazie all’arrivo di 7,9 milioni di vaccini. Entro giugno, in particolare, il numero di flaconi toccherà quota 52 milioni, ai quali si aggiungeranno altri 84 milioni di unità in autunno. Del primo blocco da 52 milioni, la maggior parte, 24 circa, è prodotta da Pfizer. Seguono Moderna (con 4,6 milioni di dosi), AstraZeneca (10 milioni, anche se bisognerà attendere sviluppi dopo i casi di reazioni avverse e la sospensione dell’Aifa) e Johnson & Johnson (7,3 milioni). Il vaccino di Curevac, non ancora approvato, potrebbe aggiungere altre 7 milioni di dosi in caso di superamento dei trial clinici.

Monitoraggio

Il controllo del flusso di vaccini e l’organizzazione dietro le somministrazioni sono le altre questioni che il governo deve gestire. Il monitoraggio della campagna prevede interventi mirati per muovere dosi dove necessario, oltre a uno scostamento dalla pianificazione in caso di emergenze. Emergenze che eventualmente saranno gestite dalla Protezione civile e dalla Difesa. Tra le novità contenute nel piano, anche la creazione di una riserva vaccinale, che sarà composta dall’1,5 per cento del totale delle dosi che l’Italia riceve via via. A livello operativo è stato istituito un tavolo permanente per controllare l’andamento della campagna: sarà coordinato dalla Protezione civile, insieme a Regioni e Province autonome.

Somministrazione

Il governo ha previsto nel piano il coinvolgimento di 44 mila medici di medicina generale, ai quali si sono aggiunti dopo accordi di categoria anche 60 mila odontoiatri e 23 mila specializzandi. Per ampliare la rosa delle categorie di professionisti utili alla campagna, sono possibili anche accordi con medici sportivi, medici dei siti produttivi, dottori ambulatoriali e farmacisti. Il governo, in particolare, intende procedere con l’assunzione di infermieri e medici, oltre con l’obiettivo di creare squadre mobili sanitarie che potrebbero estendere in maniera capillare la somministrazione in caso di necessità.

Potenziamento delle infrastrutture

A oggi sono 1.733 i punti di vaccinazione dove è possibile ricevere le dosi. Oltre ai drive-through e agli hub dedicati, come quello di Fiumicino, il piano prevede l’utilizzo di luoghi e strutture da inserire nella campagna vaccinale. Tra questi sono inclusi: siti produttivi, aree della grande distribuzione, palestre, scuole, sedi di associazioni e strutture della Conferenza episcopale italiana. Oltre ai luoghi fisici, anche le piattaforme digitali saranno utili al successo della campagna. Nel piano, infatti, sono state adottate soluzioni informatiche per velocizzare questo procedimento. Anche Poste italiane ha messo a disposizione le proprie infrastrutture digitali per permettere a Lombardia, Sicilia, Marche, Abruzzo e Basilicata di gestire le prenotazioni attraverso sistemi informatizzati.

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