Strage nei centri massaggi ad Atlanta: 8 vittime, 6 asiatiche. Riesplode la protesta contro l’odio razziale: «Con la pandemia casi in aumento» – Il video

Dopo le sparatorie in Georgia, per le quali è stato fermato un bianco di 21 anni, la questione dell’odio razziale contro gli asiatici ritorno al centro del dibattito pubblico americano

Otto persone, tra cui sei donne di origine asiatica, sono state uccise questa notte ad Atlanta in tre sparatorie scoppiate nella via dove si concentrano numerosi centri benessere. Un 21enne bianco è stato arrestato a oltre 200 km dalla zona degli spari, dopo aver tentato la fuga in auto. La strage di Atlanta è l’ultimo drammatico episodio di una lunga scia di aggressioni che da mesi colpiscono la comunità asiatica negli Stati Uniti, dove secondo la Stop Aapi Hate sono stati almeno 3.292 i casi finora accertati di odio razziale, contro cui ancora nelle ultime ore è esplosa la protesta sui social con l’hashatag #stopasianhate.


Secondo gli attivisti, la pandemia di Covid-19 ha aumentato questo fenomeno. «Gli episodi di odio non stanno diminuendo. Non possiamo lasciare che l’odio anti-asiatico americano sia un’eredità del Covid o dell’ultima amministrazione presidenziale, ma questo è esattamente ciò che succede, a meno che non chiediamo un’azione concreta», ha detto Russell Jeung, co-fondatore di Stop Aapi Odio e docente di Studi asiatici americani alla San Francisco State University.

La polizia di Atlanta ha fermato un uomo bianco di 21 anni

Per la tripla sparatoria di Atlanta, la polizia ha fermato un uomo bianco di 21 anni, Robert Aaron Long, sospettato di essere l’autore delle sparatorie. Il giovane è stato fermato a circa 240 chilometri a sud della città, dopo aver cercato di seminare un’auto della polizia che lo inseguiva. Secondo le prime ricostruzioni, intorno alle 17 la centrale di polizia ha ricevuto la prima chiamata per un tentativo di rapina in Piedmont Road, nella città di Acworth, a circa 20 chilometri dal centro di Atlanta. Nella via si concentrano diverse spa e la maggior parte dei lavoratori e delle lavoratrici è di origine asiatica. Una volta sul posto, gli agenti hanno ricevuto la seconda chiamata per un’altra sparatoria, dall’altra parte della strada, quindi il terzo e ultimo intervento.

Video: Twitter/@RadioRai1
YouTube/Cbc4

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