Coronavirus, l’immunologo Mantovani: «In estate potremmo avere una tregua, ma non facciamoci illusioni. Vacciniamo in fretta»

Per il direttore scientifico dell’istituto Humanitas di Milano la più grande preoccupazione continua a essere la variante inglese: «Contagia e uccide di più»

«I casi avversi europei equivalgono gli inglesi, dunque la spiegazione è sociologica o politica». Dopo la ripresa delle somministrazioni del vaccino di AstraZeneca, l’immunologo Alberto Mantovani, direttore scientifico dell’istituto Humanitas di Milano, assicura che il vaccino sviluppato da Oxford è sicuro. «Su 25 milioni di vaccinatispiega a La Stampa Mantovani – ci sono stati 30 casi per Oxford e 38 per Pfizer. Tutte tromboembolie al momento non collegabili ai vaccini». Per l’immunologo gli eventi verificatisi a seguito della somministrazione del vaccino non sono da definire eventi avversi: «Non si vede un aumento di trombosi nei vaccinati rispetto ai non vaccinati».


La variante inglese preoccupa

A preoccupare l’esperto è invece la variante inglese perché gli studi sono chiari. «Il British medical journal e Nature danno gli stessi numeri: la variante inglese è più infettiva, ma aumenta anche la mortalità dal 30% al 60%. Oltre al contagiare di più – aggiunge l’immunologo – uccide maggiormente e per questo bisogna vaccinare in fretta». Al momento sono quattro i vaccini approvati dall’Ema. L’ultima approvazione è arrivata l’11 marzo con Johnson & Johnson per cui – afferma Mantovani – i dati disponibili «ci dicono che basti una dose, ma sono limitati e sappiamo che lo studio è con due dosi».

Non è esclusa una quarta ondata

Per aumentare la copertura vaccinale l’Italia – e l’Europa – potrebbero presto contare anche sul vaccino russo Sputnik V: «Se passa l’esame di Ema ben venga, ma non si può usare senza questi controlli», dichiara Mantovani che guardando ai prossimi mesi non esclude l’arrivo di una quarta ondata. «Non possiamo dimenticare che si tratta di una pandemia e due delle attuali varianti che ci preoccupano sono nate in Sudafrica e in Amazzonia. Solidarietà e sicurezza camminano insieme. L’associazione Medici con Africa, che sostengo, si occupa di portare i vaccini a tutti». Insomma, «se ci impegneremo il Natale prossimo sarà più normale del passato. L’estate potrebbe essere una tregua, ma senza le illusioni dell’anno scorso.

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