Cartelle esattoriali, Matteo Salvini dopo l’accordo: «Buon inizio con Draghi. Ora riforma Equitalia: basta multati a vita»

Il condono fiscale riguarderà il periodo che va dal 2000 al 2010. Il segretario leghista, intervistato dal «Correre della Sera», ha commentato anche le prossime mosse del Carroccio: «Il centrodestra punta alle amministrative»

Dopo ore di colloqui, ieri in Consiglio dei ministri la Lega e l’esecutivo hanno trovato un punto d’incontro sulle cartelle esattoriali. L’accordo prevede lo stralcio delle cartelle esattoriali sotto i 5 mila euro per coloro che hanno avuto un reddito nel 2019 non superiore ai 30 mila euro, e 50 mila euro per le aziende. A differenza di quanto chiesto dal Carroccio, il periodo preso in considerazione andrà dal 2000 al 2010, e non fino al 2015.


«L’obiettivo condiviso Draghi-Salvini è mettere ordine nella giungla delle cartelle esattoriali. L’accordo è che entro aprile, quello del 2021, arrivi una revisione del sistema generale delle riscossioni. Con l’azzeramento di decine di milioni di cartelle». In un’intervista al Correre della Sera, il leader della Lega, Matteo Salvini chiarisce quanto discusso con il presidente del Consiglio. «C’è un accordo ai massimi livelli – aggiunge il segretario leghista – parliamo di 137 milioni di cartelle che riguardano 18 milioni di italiani: uno su tre. L’obiettivo è quello di cancellare il 90% di queste cartelle. Per la prima volta, nel decreto ci sono tre righe che impegnano a una riforma generale di quello che possiamo chiamare il sistema Equitalia: basta con i multati a vita».

Salvini, dopo aver parlato di un buon inizio, almeno sul tema dei condoni, si è anche detto soddisfatto delle parole del premier Draghi sulla strategia vaccinale: «Giusto il coordinamento europeo ma senza escludere altre strade». E poi: «C’è un’altra cosa infilata nel decreto da me e Giorgetti: stop al canone Rai per i pubblici esercizi. Mentre con Garavaglia abbiamo lavorato su terme e su fiere». Quanto alle questioni interne di politica «L’obiettivo è che il centrodestra vinca le amministrative, ma per farlo occorre qualcuno che non dica sempre di no, che non bocci qualsiasi candidato sindaco. Pensi a Guido Bertolaso a Roma sarebbe certamente vincente».

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