Scanzi: «Vaccinato con AstraZeneca quando nessuno voleva, gli italiani dovrebbero ringraziarmi» – Il video

Il giornalista torna sulle polemiche: «Sono nella categoria caregiver, in quanto figlio unico e con genitori a rischio»

«Mi sono vaccinato con AstraZeneca in un momento storico in cui nessuno volevo farlo: gli italiani dovrebbero ringraziarmi». Andrea Scanzi risponde così alle polemiche che lo hanno investito dopo aver ricevuto la prima dose del vaccino anglo-svedese al centro affari di Arezzo, città dove risiede. Il giornalista del Fatto Quotidiano era stato attaccato sui social dopo che aveva annunciato la sua vaccinazione, venendo additato come “furbetto” per aver superato persone che dovevano ricevere le dosi prima di lui, come disabili, insegnanti e dipendenti pubblici.


«Io sono un caregiver»

«Sono nella categoria caregiver, in quanto figlio unico e con genitori a rischio», ha sostenuto il giornalista in una diretta Facebook dal suo profilo. Tuttavia, la lista «verbale» nella quale Scanzi dice di essere stato inserito dal medico curante, non è risultata pubblica fino all’esacerbarsi della vicenda. Durante la trasmissione Non è l’Arena, in particolare, il direttore sanitario del distretto di Arezzo, Evaristo Giglio, ha spiegato come sono andate le cose.

«Una confezione del vaccino AstraZeneca, per esempio, ha dieci dosi. Una volta aperta vanno utilizzate tutte le dosi, altrimenti potrebbero andar perse. Per questo motivo abbiamo le cosiddette “riserve” che, se ci garantiscono che in venti minuti riescono a raggiungere il centro vaccinale, possono essere immunizzate e si evita di buttare le dosi. Questo è quanto auspicato anche dallo stesso generale Figliuolo, con la sua ordinanza. Con questo spirito noi abbiamo cercato di evitare questi sprechi».

Video: Facebook/andreascanzi74

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