Silvio Berlusconi è stato dimesso dal San Raffaele: era ricoverato da lunedì per un «monitoraggio clinico di routine»

Lo scorso 14 gennaio l’ex premier era stato ricoverato a Monaco per «un problema cardiaco»

Tre giorni di controlli al San Raffaele di Milano, da lunedì mattina a oggi, per un «monitoraggio clinico di routine e l’adeguamento alla terapia in atto». Silvio Berlusconi è stato dimesso dall’ospedale nel tardo pomeriggio di oggi. L’ex premier e leader di Forza Italia era stato ricoverato lunedì per una serie di controlli di routine. Solo a settembre era stato ricoverato per Covid, un momento che lui stesso ha definito come «la prova più pericolosa della mia vita».


L’assenza in tribunale

«Problematiche di salute». Così il suo legale, l’avvocato Federico Cecconi, ha giustificato l’assenza di Berlusconi all’inizio dell’udienza del processo milanese sul caso Ruby ter di oggi, 24 marzo, nella maxi aula di Milano Fiera, davanti ai giudici. Come però accaduto nelle passate udienze, la difesa dell’ex premier ha deciso di non presentare l’istanza di legittimo impedimento per chiedere il rinvio del processo. Questo significa che l’udienza procederà regolarmente.  

Il commento del legale

Il legale dell’ex premier, in una pausa dell’udienza, parlando coi cronisti ha chiarito: «tra un paio di giorni sapremo più in modo circostanziato» riguardo le condizioni di salute di Berlusconi. Ha poi aggiunto che potrebbero essere necessari ancora alcuni giorni di ricovero e che non si tratterebbe di un «ricovero in day hospital». A chi gli ha chiesto, poi, come sta l’ex premier, il difensore ha risposto: «Vediamo, fra un paio di giorni sapremo meglio».

Il precedente ricovero

Lo scorso 14 gennaio Berlusconi era stato ricoverato al centro cardiotoracico di Monaco, ospedale specializzato del Principato, su indicazione del suo medico di fiducia Alberto Zangrillo. Il trasferimento in ospedale era stato motivato da «un problema cardiaco aritmologico». «Sono andato d’urgenza dove risiede temporaneamente, nel Sud della Francia, per un aggravamento», aveva detto Zangrillo, e «ho imposto il ricovero ospedaliero a Monaco, perché non ho ritenuto prudente non affrontare il trasporto in Italia».

Notizia in aggiornamento

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