U-Mask senza pace, il ministero blocca la vendita anche dell’ultimo modello della mascherina per «rischi alla salute»

Anche in questo caso il divieto di vendita e il ritiro dal mercato è stato preso in considerazione dell’uso del prodotto come dispositivo medico. L’azienda avrà 30 giorni per fare ricorso al Ministero

Nuovi guai per la U-Mask, l’azienda produttrice di mascherine di lusso la cui efficacia contro il Coronavirus è stata messa in dubbio da una serie di indagini. Il Ministero della Salute ha disposto il «divieto di immissione in commercio» e contestualmente il ritiro del nuovo modello 2.1. Era successo altrettanto per il precedente modello – Model 2 – il 19 febbraio dopo una segnalazione arrivata dai carabinieri del Nas di Trento secondo cui a fornire un certificato per le mascherine era un laboratorio «privo di autorizzazione», segnalazione che aveva indotto il ministero della Salute a bloccare la loro vendita per «potenziali rilevanti rischi per la salute».


Anche in questo caso, il divieto di vendita e il ritiro dal mercato è stato deciso «in considerazione della destinazione d’uso del prodotto» come dispositivo medico «nonché dei potenziali rilevanti rischi per la salute umana derivanti dall’assenza di un regolare processo valutativo in termini di sicurezza ed efficacia e della conseguente assenza di garanzia sull’effettiva adeguatezza come strumento di prevenzione dei contagi». L’azienda potrà fare ricorso allo stesso Ministero entro 30 giorni o al Tribunale amministrativo regionale entro 50 giorni.


Le inchieste

Per quanto riguarda l’assenza di autorizzazioni, la Procura di Bolzano aveva aperto un’inchiesta anche per esercizio abusivo della professione in relazione al laboratorio sequestrato. A Milano invece da fine gennaio risulta indagato l’amministratore della filiale italiana della società produttrice delle U-mask. Gli accertamenti sono ancora in corso. Nelle scorse settimane i pm milanesi hanno affidato una consulenza ad un esperto per analizzare non solo le U-mask – di cui sono stati sequestrati a gennaio una quindicina di campioni – ma anche quelle dell’azienda concorrente dal cui esposto è partita l’inchiesta. A febbraio anche l’Antitrust aveva avviato un procedimento. All’epoca l’azienda si era difesa dichiarando che «U-Mask è un prodotto sicuro, non nuoce in alcun modo alla salute e risponde in pieno alle caratteristiche qualitative e alle norme di legge per cui è stata registrata».

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