La protesta dei lavoratori dello spettacolo a Venezia, in 300 bloccano il ponte della Libertà: «Vogliamo un reddito di continuità»

I dimostranti chiedono «reddito, diritti, dignità». Tra i presenti: macchinisti, fonici, elettricisti, sarte, attrici e attori e operatori culturali in generale

Nuova protesta dei lavoratori dello spettacolo per manifestare contro lo stop del settore dovuto alla pandemia da Coronavirus, in occasione della Giornata mondiale del Teatro. In circa 300 si sono dati appuntamento oggi, 27 marzo, a Venezia e per un quarto d’ora hanno occupato il Ponte della Libertà. La struttura collega la terraferma alla centro storico cittadino. Dopo essersi radunati sull’isola del Tronchetto, i dimostranti si sono diretti verso il ponte translagunare, occupando il passaggio con i cassoni di ferro che solitamente custodiscono attrezzi per gli spettacoli, com’era già accaduto in altre città, rallentando così il flusso.


A un anno dall’inizio della pandemia e dunque delle attività sospese i lavoratori dello spettacolo hanno gridato: «Vergogna!», «Reddito, diritti, dignità». Erano presenti macchinisti, fonici, elettricisti, sarte, attrici e attori e operatori culturali in generale. Durante la manifestazione, i lavoratori dello spettacolo hanno denunciato la mancanza di sussidi statali, ma anche la mancanza di una prospettiva per il futuro: «Basta con questo copione, vogliamo un reddito di continuità», hanno detto.

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