Venditti: «Ho fatto AstraZeneca, il vaccino proletario. Funzionerà meglio di tutti» – Il video

Il cantautore romano ha ricevuto la sua prima dose alla Nuvola di Fuksas: «Vaccinatevi così torneremo a divertirci di nuovo, ad abbracciarci e cantare insieme»

«Mi sono vaccinato». Esordisce così Antonello Venditti, 72 anni, nella sua diretta Facebook, di ritorno dalla somministrazione della prima dose di vaccino anti-Covid. «Prima di fare AstraZeneca ci ho pensato un sacco -ammette il cantautore romano riferendosi ai casi di trombosi in alcune persone che avevano ricevuto il farmaco anglo-svedese, secondo gli studi non correlati alla somministrazione – ma poi sono arrivato a una conclusione: io voglio fare questo vaccino proletario e credo che alla fine sarà quello che funzionerà meglio per tutti noi». «Perché è quello che costa poco – ragiona Venditti -. Non so se ci azzecco o no, ma vi voglio rassicurare. Speriamo che tutti noi sviluppiamo gli anticorpi e preghiamo tutti insieme».


La storica voce, tra le più famose di Roma e d’Italia, racconta la sua esperienza con la somministrazione, dall’arrivo al quartiere Eur di Roma, dove si trova la Nuvola di Fuksas, ai pensieri che gli son passati per la testa. «Quando sono arrrivato alla Nuvola ho pensato all’inaugurazione con l’architetto Fuksas e allora ho pensato alle cose della vita – spiega -. La Nuvola era stata concepita come un trionfo all’ingegno italiano nel mondo, per concerti e i banchetti, e adesso invece è stata convertita in un centro vaccinale. È una cosa bellissima che un’opera d’arte possa essere convertita anche in qualcosa di utile per la collettività».

Venditti chiude il suo videomessaggio con un appello rivolto al suo pubblico: «Viva tutti i vaccini del mondo. Vaccinatevi perché almeno ci potremo divertire di nuovo, abbracciarci e cantare insieme, in quella che si chiama ancora vita e che molti pensano sia infinita».

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