Salvini tiene il punto, ma rassicura Draghi: «Riaprire ad aprile si può. Lavoriamo con e per lui». Ma nella Lega ammettono: «Non è esclusa la chiusura fino a maggio» – Il video

«Salute e lavoro devono camminare insieme», sottolinea il segretario del Carroccio

«Stiamo lavorando fianco a fianco al presidente Draghi per offrire agli italiani tre risultati: le cure, i vaccini e le terapie domiciliari». Matteo Salvini, in un video pubblicato la domenica della Palme, prova a distendere la polemica che l’ha coinvolto sul tema della riaperture. Il presidente del Consiglio aveva smorzato le aspettative del segretario leghista in conferenza stampa, venerdì 26 marzo: «Se pensabile o no – tenere chiusa l’Italia – lo dicono i dati», aveva tagliato corto Draghi.


Due giorni dopo, Salvini in un video ribadisce la collaborazione con Draghi, ma non abbandona la posizione contraria alle chiusure in tutto il Paese: «Dopo Pasqua nelle città italiane con la situazione sanitaria sotto controllo, valutiamo un piano di riaperture e di ritorno alla vita. Salute e lavoro possono, anzi devono camminare insieme», dice.

Intanto, fonti della Lega sono convinte che non vada data per scontata la chiusura dell’Italia, fino al 30 aprile senza regioni in zona gialla, poiché «ogni decisione sarà presa valutando i dati». Le notizie delle ultime ore «sono positive – aggiungono le stesse fonti all’Ansa -, non si dà per certa l’inesorabile chiusura dell’Italia per tutto aprile, ma si valuteranno i numeri della pandemia».

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