Decreto Covid, cosa succede ora agli operatori sanitari no-vax che rifiutano la dose di vaccino

Alla luce dell’obbligo contenuto nel decreto, il governo ha previsto la possibilità di allontanare fino al 31 dicembre 2021 i medici e gli infermieri che non vogliono vaccinarsi. La sanzione potrà essere revocata nel caso in cui cambiassero idea

Il governo Draghi interviene direttamente sulla questione degli operatori sanitari che rifiutano il vaccino contro il Coronavirus. Come emerso dal decreto Covid approvato in Consiglio dei ministri oggi, 31 marzo, è confermato l’obbligo di vaccinarsi per «gli esercenti le professioni sanitarie e gli operatori di interesse sanitario che svolgono la loro attività nelle strutture sanitarie, sociosanitarie e socio-assistenziali, pubbliche e private, farmacie, parafarmacie e studi professionali». In caso di rifiuto, sarà possibile sospendere chi non vorrà sottoporsi alla dose di vaccino.


L’allontanamento non sarà definitivo e durerà al massimo fino al 31 dicembre del 2021, cioè quando (si spera) l’emergenza sanitaria sarà stata messa alla porta dalla campagna di vaccinazione. Stando a quanto si apprende, la sospensione verrà applicata solo se non sarà possibile assegnare ai sanitari in questione delle mansioni diverse che non implicano il rischio di diffusione del Coronavirus. La sanzione inoltre potrà essere revocata in anticipo qualora i medici e i sanitari cambiassero idea e decidessero di farsi vaccinare (o se la campagna vaccinale verrà conclusa secondo i tempi previsti, prima della fine dell’anno).

Immagine di copertina: EPA/Piroschka van de Wouw

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