Pic-nic in zona rossa, la provocazione dei ristoratori bloccata dal sindaco di Minori (che arriva e spinge via i tavolini) – Il video

La scena è stata ripresa (e postata sui social) dal gruppo #ioapro che stava facendo una pausa pranzo in piena zona rossa in un paese della Costiera amalfitana

Tutto è successo quando un gruppo di ragazzi prende in prestito dei tavolini per una pausa pranzo, con tanto di panini e bibite, fronte mare. Siamo a Minori, un paese di 2.600 abitanti della Costiera amalfitana. A “guastare” le feste, però, ci pensano le forze dell’ordine seguite subito dopo dal sindaco del comune, Andrea Reale, che non ha gradito affatto quel pic-nic non autorizzato in piena zona rossa (a causa del Covid). Così, senza attendere l’arrivo di altre pattuglie, il primo cittadino ha preso i tavolini e li ha spinti via, rimettendoli al loro posto. «Dovete sgombrare immediatamente. Dovete andare via, qui non potete mangiare. Togliete tutto», ha tuonato tra urla e momenti di tensione.


Chi sono i protagonisti della protesta

Il gruppo di giovani che ha preso parte alla protesta è noto in tutta Italia: si tratta dei ristoratori di #ioapro che, da mesi, chiedono la riapertura dei loro locali sia a pranzo che a cena. Non sono nuovi a provocazioni: qualche tempo fa per giorni hanno aperto i loro ristoranti, anche dopo le 18, sfidando i Dpcm anti-Covid e beccandosi decine e decine di multe (che dicono di non voler pagare). Adesso #IoApro è in tour in tutta Italia per chiedere a gran voce la riapertura dei locali dal 7 aprile, ovvero subito dopo Pasqua. La protesta è cominciata il 28 marzo: diverse le tappe previste. Da Milano a Palermo, da Bologna a Roma, passando per Napoli.

A mettere fine all’ultima protesta – documentata sui social minuto dopo minuto, e della quale vi proponiamo solo un breve estratto – carabinieri, polizia municipale e ovviamente il sindaco. Tra i protagonisti del video c’è anche Umberto Carriera, promotore di #ioapro che, in un’intervista a Open, ha spiegato quali sono le ragioni dei ristoratori, da mesi abbandonati dalle istituzioni (e traditi da Salvini) con ristori inadeguati e con un futuro che appare sempre più incerto.

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