Draghi in Libia: «C’è voglia di futuro e di ripartire». Ma le sue parole sui migranti non convincono la sinistra – Il video

Il primo ministro italiano: «Momento unico per ricostruire amicizia tra i due Paesi»

«Un momento unico per ricostruire il rapporto di amicizia tra Italia e Libia». Il presidente del Consiglio Mario Draghi saluta con queste parole l’incontro avvenuto a Tripoli con il presidente libico Abdulhamid Dabaiba, durante la sua prima visita ufficiale all’estero. Investimenti, piano comune anti-Covid e gestione dell’immigrazione, i temi salienti discussi dai due leader durante la visita. «Mi sono state date rassicurazioni importanti durante il nostro incontro. È stato un incontro straordinariamente soddisfacente, caloroso e ricco di contenuti», ha dichiarato Draghi in conferenza stampa.


«Abbiamo parlato della nostra cooperazione in campo progettuale»

«Abbiamo parlato della nostra cooperazione in campo progettuale, con precisi riferimenti alle infrastrutture civili, in campo energetico, sanitario e culturale. È momento unico per la Libia. Il governo è stato riconosciuto e legittimato dal Parlamento e procede verso la riconciliazione nazionale. In questo senso, il momento è unico nel ricostruire quella che è stata un’antica amicizia e una vicinanza che non ha mai conosciuto pause. L’ambasciata italiana è stata l’unica aperta durante tutti questi lunghissimi anni di conflitto», rimarca il premier. «C’è la volontà di riportare quello che era l’interscambio culturale ed economico con la Libia ai livelli di cinque, sei, sette od otto anni fa e la conversazione di oggi mi assicura che si vuole anche superarlo».

«L’immigrazione clandestina non riguarda solo la Libia né solo l’Italia ma l’Ue e tutta la comunità internazionale»

Sul tema dell’immigrazione, Draghi e Dabaiba convergono sulla gestione comune di «un problema che è anche europeo», come sottolineato dallo stesso presidente nordafricano. «Libia e Italia si trovano ad affrontare una sfida comune: il problema dell’immigrazione clandestina. Ciò non riguarda solo la Libia, un paese di passaggio, né solo l’Italia, ma l’Ue e tutta la comunità internazionale». Per i due leader, l’emergenza sanitaria è l’altro campo su cui ricostruire i rapporti tra i due Paesi. «Abbiamo concordato una cooperazione sanitaria tra i due Paesi», ha riferito Dabaiba, «noi soffriamo in questo settore e il sostegno Italia è necessario. Il ministro dell’Interno ha presentato alcune richieste sul tema della sicurezza e con il Primo ministro: insieme possiamo costruire rapporto forte e sano».

Le critiche sul ruolo della Libia

Le parole di Draghi non hanno convinto tutti. Anzi. Dal mondo politico si sono alzate diverse voci che hanno criticato i passaggi sulla gestione dell’immigrazione da parte di Tripoli. A partire da Nicola Fratoianni, leader di Sinistra italiana: «In Libia i migranti vivono in condizioni inumane e atroci, come confermato da tutte le organizzazioni internazionali. Esprimere soddisfazione per il lavoro della Libia su questo fronte mi pare francamente inaccettabile».

Stessa linea per Laura Boldrini: «L’Italia deve contribuire alla stabilizzazione e alla pace della Libia, dopo la terribile guerra civile fomentata anche da potenze straniere. Grave che Draghi abbia ignorato le violenze e le torture, subìte dai migranti nei campi di detenzione, denunciate dall’Onu». Ma le critiche sono arrivate anche dal Pd: «Draghi ha espresso “soddisfazione” per quello che la Libia fa sul salvataggio dei migranti. Significa dirsi soddisfatti della sistematica violazione dei diritti umani. Era inaccettabile quando lo dicevano i suoi predecessori. È inaccettabile anche oggi che a dirlo è lui».

Video: Agenzia Vista/Alexander Jakhnagiev

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