Egitto, scoperta un’antica città perduta risalente a 3 mila anni fa

Si chiama Aten e fu fondata da Amenofi III: secondo gli esperti si tratta di una scoperta paragonabile a quella della tomba di Tutankhamon

L’antica “Città perduta” è stata scoperta in Egitto. Secondo quanto dichiarato dagli archeologi al lavoro vicino a Luxor, sede della Valle dei Re, è tornata alla luce una città di tremila anni fa sepolta sotto la sabbia, fondata da Amenofi III, il nono re della XVIII dinastia che regnò dal 1391 al 1353 a.C.. La “città dell’oro” si chiama Aten ed è la più grande città antica mai rinvenuta nel Paese: secondo il noto egittologo Zahi Hawass, l’importanza della scoperta è paragonabile a quella della tomba di Tutankhamon nel 1922. Gli scavi erano iniziati solo nel settembre del 2020 e la città viene descritta dai «in buone condizioni di conservazione, con muri quasi completi e stanze piene di strumenti di vita quotidiana».


Zahi Hawass, un ex ministro delle antichità, ha spiegato al Guardian che «molte missioni straniere hanno cercato questa città e non l’hanno mai trovata». Secondo il professor Betsy Brian, docente di egittologia all’Università John Hopkins di Baltimora negli Usa, lo studio della “Città perduta” «ci aiuterà a gettare luce su uno dei più grandi misteri della storia: perché Akhenaten e Nefertiti decisero di spostarsi ad Amarna». Nella parte sud dell’area sono stati ritrovati anche i resti di una panetteria completa di forni e ceramiche. Dalle dimensioni degli utensili, gli studiosi hanno dedotto che il locale aveva «un grandissimo numero di operai e dipendenti».

I ritrovamenti

Sono state trovate anche parti di attività industriali come la tessitura e la produzione di vetro. Rinvenuti anche amuleti ed elementi decorativi per templi e tombe, quali stati anelli, scarabei, pentole colorate e mattoni con il cartiglio di Amenofi III. Il muro labirintico con un solo punto di accesso testimonia «un sistema di sicurezza in un distretto amministrativo e residenziale con ambienti più grandi e ben strutturati che è ancora in parte non portato in superficie». Il ministero dell’antichità egiziano ha fatto sapere anche che è stata ritrovata «una notevole sepoltura di una persona con le braccia distese lungo i fianchi e i resti di una corda legata ai ginocchi». Secondo le autorità, «il luogo e la posizione di questo scheletro sono piuttosto bizzarri e sono in corso ulteriori indagini».

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