Gratteri si pente per la prefazione al libro negazionista: «Distante anni luce da no vax e complottisti»

Il procuratore di Catanzaro non riscriverebbe la prefazione al testo di Giorgianni e Bacco, del quale aveva letto solamente l’abstract

Non aveva letto il libro, ma solo un abstract definito «non del tutto corrispondente» al contenuto del testo. Il Procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri si pente di aver scritto la prefazione di Strage di Stato: le verità nascoste della Covid-19 scritto dal suo collega Angelo Giorgianni e da Pasquale Bacco, medico negazionista con un passato nell’estrema destra. Proprio per quell’accostamento controverso tra il suo nome e il testo, molti stanno mettendo in discussione la sua candidatura alla Procura di Milano. In un’intervista a la Repubblica, Gratteri si è dichiarato «distante anni luce» dai messaggi no-vax e dalla tesi sul nuovo ordine mondiale gestito da Bill Gates, George Soros e dalla famiglia Rockefeller.


La riscriverebbe? «No», dice, per due ragioni: perché «inspiegabilmente» c’è stata una «incredibile strumentalizzazione che mai mi sarei aspettato, ma della quale, anche a futura memoria, devo prendere atto e farne tesoro». In secondo luogo perché «questo battage mediatico ha solo inasprito di più gli animi». Secondo il procuratore, l’attenzione di media e studiosi si sarebbe dovuta concentrare esclusivamente sui contenuti della sua prefazione (e non sul libro che precede), essendo oggi «evidente il rischio di infiltrazione delle mafie in tutti i settori dell’economia».

«Concentriamoci sulla mafia»

«Spero di sbagliarmi – afferma – ma sembra quasi che intenzionalmente si voglia spostare l’attenzione su altri temi». Gratteri si occupa da anni di criminalità organizzata e sta portando avanti il maxiprocesso di Lamezia Terme, il primo sulla ‘Ndrangheta vibonese. E sulla pandemia, mette in guardia dalle infiltrazioni mafiose: « Il rischio che con la crisi le mafie si sostituiscano allo Stato è altissimo», ha sottolineato. Proveranno ad accedere a tutte le misure di sostegno, compreso il Recovery Fund. Purtroppo è un film già visto, l’assalto delle mafie ai contributi erogati per fronteggiare pandemie e terremoti continua. Mai abbassare la guardia».

Immagine di copertina: ANSA/ALESSANDRO DI MEO

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