Istat, sono 99 mila i morti in più di quanto atteso dopo un anno di pandemia. La speranza di vita si accorcia a 82 anni

Scende anche il tasso di fecondità a 1,24 figlio per donna, da 1,27 del 2019 (era 1,40 nel 2008)

Nel 2020 i decessi totali in Italia sono stati 746 mila, il 18% in più di quelli del 2019. A influire, secondo l’Istat che ha diffuso il report, c’è anche la pandemia di Coronavirus. L’infezione ha infatti avuto effetti su tutte le componenti del ricambio demografico, facendo registrare una «dinamica naturale (nascite-decessi)» negativa nella misura di 342 mila unità. Il Covid ha causato in Italia almeno 99 mila decessi in più di quanto atteso, secondo il Sistema di Sorveglianza Nazionale integrata dell’Istituto Superiore di Sanità. Sono 75.891 i decessi conteggiati nel 2020 e attribuibili in via diretta al Covid19. In valori assoluti, invece, l’incremento dei decessi, in generale, sull’anno precedente è stato pari a +112 mila. «Se nel corso del 2020 si fossero riscontrati i medesimi rischi di morte osservati nel 2019 (distintamente per sesso, età e provincia di residenza e applicati ai soggetti esposti a rischio di decesso) – riporta l’Istituto – i morti sarebbero stati 647 mila, ossia soltanto 13 mila in più rispetto all’anno precedente, invece dei 112 mila registrati», ha scritto l’Istat nel resoconto finale.


La riduzione delle nascite

Costante il trend di diminuzione delle nascite anche nel 2020. Negli ultimi 12 anni si è passati da un picco relativo di 577 mila nati agli attuali 404 mila, il 30% in meno. Il tasso di fecondità è sceso a 1,24 figlio per donna, da 1,27 del 2019 (era 1,40 nel 2008). «È significativo osservare – spiega l’Istat – come la variazione sul 2019 relativa al mese di dicembre risulti, tra tutte, quella massima (circa 3.500 nascite in meno), a sostegno dell’ipotesi secondo cui, in aggiunta al dato tendenziale, anche la pandemia abbia iniziato ad esercitare un effetto riduttivo sulla natalità».

La speranza di vita

Cala anche la speranza di vita alla nascita, per effetto del «forte aumento del rischio di mortalità, specie in alcune aree e per alcune fasce d’età, la sopravvivenza media nel corso del 2020 appare in decisa contrazione». Senza distinzione di genere, questa scende a 82 anni, 1,2 anni sotto il livello del 2019. Solo nel 2012 aveva raggiunto valori simili. A farne le spese sono principalmente gli uomini: la loro speranza di vita alla nascita scende a 79,7 anni, ossia 1,4 anni in meno dell’anno precedente, mentre per le donne si attesta a 84,4 anni, un anno di sopravvivenza in meno.

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