Scopri di più su DOMINO, la nuova rivista sul mondo che cambia

Luana D’Orazio, il dolore della madre: «Voleva fare l’attrice, è diventata famosa morendo sul lavoro»

Il pm attende l’autopsia di venerdì prossimo e le analisi tecniche sull’orditoio in cui la ragazza è rimasta intrappolata

Sono due le persone indagate per omicidio colposo dopo la morte di Luana D’Orazio, avvenuta in una fabbrica di Oste di Montemurlo, nel Pratese, il 3 maggio. La giovane di 23 anni è stata schiacciata da un orditoio, un rullo utilizzato per comporre i tessuti. Ad essere sotto inchiesta sono la titolare della ditta e l’addetto alla manutenzione. Nei loro confronti – scrive La Stampa – si ipotizza il reato di omicidio colposo. Secondo i primi accertamenti avviati della Procura, sarebbe stata «rimossa dall’orditoio la saracinesca protettiva, un meccanismo destinato a prevenire infortuni sul lavoro». La 23enne, con un contratto quinquennale, lavorava lì da due anni. Diventata mamma a 17 anni, aveva cresciuto suo figlio grazie all’aiuto dei suoi genitori. «Il cinema era il suo sogno anche se stava molto con i piedi per terra. “Mamma sarebbe bello se diventassi famosa” mi diceva a volte, ma sempre con ironia. E certo mai avrebbe immaginato di diventare famosa morendo sul posto di lavoro», ha dichiarato la madre a La Stampa.


L’autopsia verrà effettuata venerdì 7 maggio

Al momento dell’incidente, sarebbe stato un collega di Luana a dare l’allarme. L’uomo, girato di schiena, voltandosi ha visto Luana intrappolata negli ingranaggi. Ma quando i vigili del fuoco sono riusciti a tirarla fuori dopo un lungo intervento era già troppo tardi. Oltre alle analisi tecniche, che verranno effettuate confrontando l’orditoio sequestrato con uno simile per capire se qualcosa non ha funzionato, il pm attende risposte dall’autopsia, che verrà effettuata venerdì prossimo. Intanto, l’amministrazione comunale di Le Querci, la frazione del Pistoiese dove Luana viveva, ha deciso di lanciare attraverso il comitato solidale di Montemurlo e altre associazioni del territorio, una raccolta fondi per aiutare i genitori della ragazza e suo figlio di cinque anni.


Leggi anche: