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«Sessisti e razzisti»: Scarlett Johansson si unisce alle star che invocano la riforma dei Golden Globe

L’attrice americana ha aderito alle proteste contro la Hfpa con una lettera inviata al magazine The Hollywood Reporter

«In qualità di attrice ho partecipato a conferenze stampa ed eventi promozionali dei film in cui lavoravo: ma in passato questo ha significato spesso affrontare domande e osservazioni sessiste da parte di alcuni membri della Hfpa, frasi che rasentavano le molestie sessuali». La dichiarazione che scuote ulteriormente il mondo del cinema arriva direttamente da Scarlett Johansson, ultima star a invocare la riforma dei Golden Globe, al centro dallo scorso febbraio di polemiche per la mancata inclusività dei propri vertici. Johansson ha annunciato il supporto alla causa attraverso una lettera inviata al magazine specializzato The Hollywood Reporter. La Hfpa, l’organizzazione della stampa estera che giudica i film in ogni edizione dell’evento considerato anche al pari per prestigio agli Oscar, è finita al centro di critiche dopo la rivelazione del Los Angeles Times che svelava come tra gli 87 componenti non ci fossero persone di colore.


«A causa di queste situazioni», spiega Johansson nel testo, «per molti anni ho rifiutato di partecipare alle loro conferenze. La Hfpa è un’organizzazione legittimata da artisti del calibro di Harvey Weinstein per accumulare il riconoscimento dell’Academy e l’industria cinematografica ne ha seguito l’esempio. A meno che non sia necessaria una riforma fondamentale all’interno dell’organizzazione», conclude l’attrice newyorkese, «credo che sia tempo di fare un passo indietro rispetto alla Hfpa e di concentrarci sull’importanza e la forza dell’unità all’interno dei nostri sindacati e del settore nel suo insieme».


Dopo l’inchiesta del Los Angeles Times, la stessa Hfpa aveva annunciato nei giorni scorsi una serie di riforme per rendere l’organizzazione più inclusiva, con indicazioni per il reclutamento di componenti afroamericani nella giuria. Tuttavia, le adesioni di star e addetti ai lavori all’appello per per una riforma dell’organizzazione sono sempre di più, non ultima quella dell’attore Mark Ruffalo, collega di Johansson nell’epopea Marvel degli Avengers, che in un post su Instagram ha attaccato la Hfpa rea di «non voler cambiare dopo anni di profitti accumulati sullo sforzo di attori e produttori». Ed è del 7 maggio scorso la decisione di Amazon di seguire le orme di Netflix per cessare qualsiasi riforma fino ad avvenuta riforma.

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