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«Stupratori da fustigare», «Giù le mani dai bambini», «Riaprite i forni»: genitori gay travolti dall’odio sui social

Carlo Tumino e Christian De Florio sono stati bersagliati dagli insulti sotto un post di Iacopo Melio che celebrava, con una loro foto, la giornata internazionale della famiglia

«Questa non è una famiglia ma una pagliacciata», «Questi due egoisti vanno fustigati, giù le mani dai bambini», «Vedremo tra un po’ come saranno cresciute queste creature, sempre che non li stuprino prima», «Il leghista che voleva aprire i forni per i gay non aveva tutti i torti» e ancora «Speriamo che una volta adulti si sveglino e sputino in faccia a chi li ha comprati come bambolotti». Questi i commenti, o meglio gli insulti, rivolti a Carlo Tumino e Christian De Florio, sotto un post di Iacopo Melio che celebrava, con una loro foto, la giornata internazionale della famiglia. La “colpa” di Carlo e Christian è avere creato una famiglia con due gemelli, Julian e Sebastian, nati negli Stati Uniti tramite la gestazione per altri.


«Parole usate come proiettili»

PAPA’ PER SCELTA/FACEBOOK | In foto Carlo e Christian con i due figli

Ogni giorno Carlo e Christian raccontano la loro quotidianità, la crescita dei loro figli. Nelle ultime ore, per via di quella foto, sono stati presi di mira. «Per chi ancora avesse dubbi sul ddl Zan, la risposta la trovate a chiare lettere nella ferocia di queste persone che usano le parole come fossero proiettili», scrivono su Facebook i due genitori dove, da tempo, gestiscono la pagina “Papà per scelta“. «C’è chi ci fustigherebbe. Chi ci definisce mostri, idioti e probabili stupratori. Chi vorrebbe riaprire certi forni. Chi ci considera spregevoli, pagliacciata, schifo, spazzatura. Chi si augura che i nostri figli un domani ci sputino in faccia» proseguono, sostenendo dunque quanto sia importante, dal loro punto di vista, una legge contro l’omotransfobia che, di fatto, non limiti la libertà d’espressione di nessuno ma ponga dei limiti agli insulti e alle discriminazioni.


«Perché è importante il ddl Zan»

«È questa la libertà d’opinione che volete preservare? È questo il pluralismo di idee che volete salvaguardare? È questo il vostro modo di proteggere la famiglia tradizionale? No, questa si chiama omofobia. Si chiama discriminazione. Si chiama istigazione all’odio», continuano. A chi dice che le leggi per sanzionare chi discrimina in base all’orientamento sessuale esistono già, replicano: «In Italia non esiste una legge che riconosca reati del genere, con l’aggravante omofobica. Perché qui state discriminando i nostri figli “solo perché hanno due papà”. State offendendo due padri “per il loro orientamento sessuale”».

PAPA’ PER SCELTA/FACEBOOK | La famiglia di Carlo e Christian

«Per tutt* quell* che hanno espresso il loro dissenso in modo civile, state seren* – concludono – Nessuno vi toglierà il diritto di dire che un bambino ha bisogno di una madre e un padre». In realtà, in molti non la pensano così temendo che il ddl Zan possa, in qualche modo, limitare la libertà d’espressione e sanzionare duramente chi difende la famiglia tradizionale. Proprio ieri, 15 maggio, nel corso della manifestazione contro il ddl Zan a Milano, diversi manifestanti hanno espresso i propri dubbi. In prima fila il leader della Lega, Matteo Salvini, seguito anche dal senatore Simone Pillon.

Foto in copertina: PAPA’ PER SCELTA/FACEBOOK | I volti dei minori sono stati oscurati

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