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Milano, il Popolo della Famiglia in piazza contro il ddl Zan. Lo slogan: «Liberi di Pensare» – Le foto

Non è la prima volta che protestano. Temono che il ddl Zan possa limitare la loro libertà d’espressione e indottrinare a scuola i propri figli. Ma la legge dice tutt’altro

È in corso la manifestazione contro il ddl Zan in piazza Duomo a Milano. Una protesta che arriva a una settimana dalla grande mobilitazione organizzata dai Sentinelli di Milano che ha raccolto 8mila persone pro ddl Zan all’Arco della Pace. Tanti gli artisti ma anche i politici, persino di centro-destra, saliti lo scorso weekend sul palco (c’era persino l’ex compagna di Silvio Berlusconi, Francesca Pascale, intervistata da Open). Oggi, invece, è la volta della rete Restiamo liberi che già lo scorso luglio aveva manifestato in piazza contro il ddl Zan. A prendere parte alla protesta anche il leader della Lega Matteo Salvini (intervistato da Open) e il senatore Simone Pillon.


Perché dicono di no al ddl Zan

Cosa temono? Che il ddl contro l’omotransfobia possa trasformarsi in realtà in una legge liberticida, che limiti la libertà di espressione e che indottrini i bambini alla teoria del gender «con la scusa della giornata contro l’omofobia». Questa l’idea dell’associazione Pro Vita e famiglia che ha aderito alla manifestazione. Temi cari anche a una parte di centro-destra che spera nell’eliminazione della Giornata contro l’omofobia e il passaggio sull’identità di genere. In realtà il ddl Zan non obbliga le scuole a dedicare un’intera giornata al tema dell’omofobia né tanto meno è previsto – come molti sostengono – che si debba discutere in classe, coi più piccoli, di temi delicati come l’utero in affitto.

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Anzi, uno degli articoli del contestato ddl Zan difende espressamente la libertà d’espressione: si tratta della famosa clausola salva-idee. «Il Ddl Zan è una legge sessista e discriminatoria che intende tacciare come omofobe o transfobiche tutte le voci di dissenso o qualunque affermazione basata sull’orientamento sessuale che si dica ispirata al concetto di famiglia naturale formata da una mamma e un papà – sostiene il vice presidente di Pro vita & Famiglia Jacopo Coghe – e noi non possiamo accettare che si dia spazio a una nuova e ambigua dittatura, molto più occulta e pericolosa».

Intanto in 50 piazze italiane si chiede l’approvazione della legge

Mentre il Popolo della Famiglia si è riunito oggi a Milano per dire di no al ddl Zan – ancora fermo al Senato, nonostante il pressing della società civile e di personalità dello spettacolo, come Fedez – sono state previste ben 50 piazze pro ddl Zan, da sabato 15 a lunedì 17 maggio, giornata contro l’omofobia.

La contro-manifestazione

Nel frattempo si è tenuta anche una contro-manifestazione a favore del ddl Zan. Protesta non autorizzata dove sono stati registrati momenti di tensione. La polizia ha persino caricato i manifestanti che poi si sono dispersi verso l’Università Statale di Milano.

Foto in copertina: Matteo Corner per ANSA

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