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Gaza, Netanyahu difende l’attacco all’edificio dei media: «Obiettivo legittimo. Informazioni condivise con gli Stati Uniti»

Il premier israeliano ha escluso una tregua annunciando che la campagna militare continuerà per «tutto il tempo necessario» a riportare la calma

Secondo fonti mediche locali, almeno 181 palestinesi, tra cui 52 bambini, sono stati uccisi nella Striscia di Gaza dall’inizio del conflitto a oggi, 16 maggio. Altri 1.200 sono rimasti feriti. Nella West Bank, invece, l’esercito israeliano ha ucciso almeno 13 persone. Il bilancio delle vittime in Israele è di 10 persone, di cui 2 bambini.


Il premier israeliano: «Legittimo l’attacco alla torre di al-Jalaa»

Ospite del programma Face the Nation della CBS, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha definito legittimo l’attacco aereo sulla striscia di Gaza che ha distrutto un edificio in cui avevano sedi alcuni media internazionali, tra cui al-Jazeera e l’Associated Press. Difendendo il bombardamento che ha costretto centinaia di giornalisti a evacuare – con una sola ora di preavviso – l’edificio, Netanyahu ha detto che la torre ospitava l’ufficio di intelligence di un gruppo “terrorista” palestinese. Il premier ha quindi aggiunto che l’obiettivo era «perfettamente legittimo», e che le informazioni sull’attacco avvenuto il 15 maggio erano state condivise con gli Stati Uniti.


«Agiremo per tutto il tempo necessario a riportare la calma»

Netanyahu ha ribadito di non volere un cessate il fuoco. Dopo una riunione del Gabinetto di sicurezza del governo, da Gerusalemme il leader del Likud, e premier israeliano, ha detto che la «campagna contro le organizzazioni terroristiche proseguirà con tutta la sua forza. Stiamo agendo ora, e lo faremo per tutto il tempo necessario a riportare la calma e la quiete a voi, cittadini israeliani».

Bombardamenti di Israele su Gaza

Dopo aver colpito un leader di Hamas, i bombardamenti da parte dell’esercito israeliano, entrati ormai nel loro settimo giorno consecutivo, hanno ucciso 33 persone, di cui 13 bambini. Sono invece un’altra dozzina le persone rimaste ferite. Due edifici residenziali sono stati distrutti. Il Gabinetto di sicurezza del governo israeliano valuta una possibile tregua, mentre pressioni per un cessate il fuoco aumentano da ogni parte. Secondo il quotidiano israeliano Haaretz, che cita fonti diplomatiche a Gerusalemme, il sostegno internazionale nei confronti di Israele si «sta avvicinando alla fine» e questo potrà forzare lo stato ebraico a muovere verso un cessate il fuoco.

La residenza del leader di Hamas

L’esercito israeliano ha colpito la casa del leader di Hamas Yahya Sinwar a Khan Yunis, nel sud di Gaza, che, stando a quanto dichiarato dai militari, fungeva da quartier generale militare. Sinwar non era a casa al momento dell’attacco. All’alba del 16 maggio almeno 4 palestinesi sono stati uccisi dagli attacchi di Israele. A sette giorni dall’inizio dell’escalation, sono stati distrutti a Gaza altri due edifici e ferite decine di persone.

Nella notte tr ail 15 e il 16 maggio la popolazione di Tel Aviv si è nascosta nei rifugi e l’esercito israeliano ha lanciato il suo sistema di difesa aerea “Iron Dome” contro una raffica di razzi lanciati da Gaza. Dopo l’uccisione di due cittadini israeliani, il premier Benjamin Netanyahu ha annunciato che l’offensiva su Gaza durerà «per tutto il tempo necessario». Ieri sera, Hamas aveva annunciato via Telegram un nuovo attacco con dei razzi, in risposta ai missili israeliani che avevano colpito un campo profughi palestinese uccidendo almeno 10 persone, di cui 8 bambini, e abbattendo un altro edificio che ospitava, tra le altre cose, le redazioni della Associated Press e di Al Jazeera.

Immagine copertina: EPA/HAITHAM IMAD

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